Piano Cultura prima tappa a Brindisi ma senza operatori culturali, Grassi: “Ci saranno solo i sindaci”, scoppia la polemica

BRINDISI- Brindisi è stata indicata come la prima tappa di incontri per  discutere del Piano strategico della Cultura della Regione Puglia, ma da queste parti nessuno sa nulla.  Si chiama Piiil un metodo innovativo, adottato per la prima volta in Italia, che promuove un percorso partecipato tra istituzioni, imprese, artisti, operatori e cittadini, finalizzato alla creazione di una strategia d’intervento delle politiche culturali 2014/2020 unica e condivisa. Ma tra gli operatori culturali  nessuno conosce questa iniziativa.

Nella nota della Regione Puglia si indica il 14 novembre come la data dell’incontro nel capoluogo messapico, ma non è precisata né ora né luogo. Gli operatori della città dicono  di non conoscere l’iniziativa e di non aver ricevuto nessuno invito.

“Non sappiamo nulla- spiega Katiuscia Di Rocco direttrice della biblioteca Arcivescovile De Leo- non siamo stati invitati né come biblioteca, né come museo. Nessuno ci ha contattati.” Lo stesso vale per la responsabile del museo Faldetta Anna Cinti. “Non siamo stati invitati”, precisa. Due realtà queste ultime che si danno molto da fare sul territorio per iniziative culturali. Ma loro non sono le sole a non conoscere l’incontro.  Nessun invito ufficiale neanche per il responsabile beni monumentali del Comune di Brindisi, Maurizio Marinazzo, “ne ho sentito parlare- afferma l’architetto- ma non ho avuto alcun invito.”

A fare chiarezza è il presidente del Teatro Pubblico pugliese Carmelo Grassi, ente promotore dell’iniziativa: “C’è stata un’interpretazione sbagliata dei giornalisti- spiega il presidente- l’incontro fissato per il 14 è solo con i sindaci, o gli assessori delegati, e i responsabili del progetto. Il confronto con tutti gli operatori è stato fissato invece nel lungo ‘weekend della cultura’ in programma 16,17 e 18 dicembre in simultanea a Foggia, Bari e Lecce. In questa occasione saranno invitati tutti.

Gli operatori brindisini e tarantini dovranno andare a Lecce se vorranno far sentire la loro voce.  Brindisi e Taranto non sono state scelte come sede per il week-end, in quell’ottica del grande Salento che ogni tanto spunta fuori. Se qualcuno pensava di poter dire la propria in questa occasione si sbagliava di grosso.

Chissà se poi ci penserà il Comune a colmare questo vuoto d’ascolto, così da portare le istanze di tutte le realtà culturali cittadine in maniera programmata e coordinata, così come gli operatori e artisti chiedono da tempo.

Lu.Po.

 

 

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