Piano industriale Enel , i sindacati: “Incontro ministeriale nessuna certezza”

BRINDISI- Nel pomeriggio di ieri, 5 marzo ’24, si è svolto in modalità mista, presenza video conferenza, la riunione Ministeriale del Comitato ex art 24bis dl 50/22 sulla riconversione della centrale di Cerano di Brindisi. La riunione è stata pienamente insoddisfacente, dopo le richieste di tutte le parti istituzionali Sindaco e  Provincia di Brindisi, Regione Puglia, ENEL si è trincerata dietro al segreto industriale, per non confermare che non c’è alcun investimento, ad eccezione di un po’ di accumulo di energia, che TERNA, potrebbe prevedere nel Polo Elettrico di Brindisi.

Enel dichiara che i 3 Gruppi di produzione  sono fermi e disponibili al funzionamento, ma che TERNA non li fa funzionare. A livello sindacale, invece, è stata riportato che gli impianti sono fermi da settembre 2023, caldaie, turbine e alternatori, sono stati posti tecnicamente in “conservazione” e non ci sono più certezza su nessuno degli investimenti annunciati, né rinnovabili idrogeno verde, ENEL Logistic e i progetti di logistica sul porto.

Dall’incontro una ennesima conferma, nel Piano Industriale ENEL non ci sono investimenti.

FILCTEM FLAEI UILTEC, di Brindisi hanno confermato tutti i contenuti del Documento unitario con osservazioni proposte e opportunità inviato nei mesi scorsi a tutti i componenti del tavolo ministeriale.

C’è bisogno di invertire una tendenza, bisogna garantire la produzione con impianti italiani, non è sostenibile rincorrere alla dipendenza con oltre 8.000 Mw da altri Paesi, bisognerebbe rendere “essenziali” gli impianti di Cerano oggi a Carbone, domani a gas con la prevista e autorizzata centrale a ciclo combinato, il Governo deve esprimersi su scelte e Politiche Industriali che mancano.

A Brindisi, dichiarano Antonio Fratini FILCTEM CGIL, Ugo Galiano FLAEI CISL e Carlo Perrucci UILTEC UIL, a questo punto i lavoratori ENEL di Brindisi, hanno un motivo in più per aderire allo Sciopero generale nazionale di venerdì 8 marzo, e allo sciopero delle prestazioni straordinarie che terminerà il 24 marzo, contro i mancati investimenti previsti nel nuovo Piano industriale in tutte le società del Gruppo, le scelte aziendali, che rischiano di pregiudicare il ruolo di Enel, che deve essere la protagonista nel nostro Paese per la transizione energetica e digitale, l’elettrificazione dei consumi ed i progetti previsti del PNRR che avranno un enorme impatto sui suoi ricavi se sarà capace di cogliere le sfide future tramite gli investimenti sugli asset e sulle persone.

Quanto proposto è una mera razionalizzazione degli investimenti e soprattutto dell’occupazione.  In e-distribuzione, si vogliono esternalizzare attività elettriche affidandole alle imprese appaltatrici con possibili rischi sulla sicurezza del lavoro, aumentando il rischio di incidenti da elettrocuzione, vuole modificare l’orario del lavoro per le realtà operative senza un adeguato piano di assunzioni, vuole ridurre lo smart working andando a peggiorare i tempi di vita di migliaia di addetti.

Nel Piano industriale, gli investimenti per le fonti rinnovabili passano dai 5,5 miliardi a 2,9 miliardi di euro (in tre anni), senza sviluppo e creazione di valore, nessuna strategia per affrontare il superamento del fossile e la messa a terra delle nuove tecnologie green.

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