Processo Asl, veleni nel Pd, Abaterusso: ” Basta sciacallaggio contro Romano, è stato archiviato, non prescritto”

BRINDISI- Nell’udienza del processo per  le presunte gara truccate alla Asl di Brindisi durante la deposizione del primo teste dell’accusa, il maresciallo Marco Senatore dei carabinieri dei Nas di Taranto, che ha condotto le indagini nella ricostruzione dei fatti fa riferimento alla questione assunzioni, e dichiara “che l’allora direttore amministrativo della Asl Alfredo Rampino parlando con gli imprenditori vincitori degli appalti nomina Pino Romano e Enzo Cappellini  come riferimento per le assunzioni.” Dopo queste dichiarazioni si scatena la guerra nel Pd, il segretario provinciale Bruno attacca l’attuale consigliere regionale. Ma oggi in difesa di Romano interviene il collega Ernesto Abaterusso, che precisa che nell’inchiesta la posizione di Romano è stata archiviata, e non prescritta.
“Il collega Romano – spiega Abaterusso, consigliere regionale del Pd- non ha beneficiato di alcuna prescrizione in merito al processo che si sta celebrando a Brindisi. Gli atti giudiziari affermano, al contrario, che per il presidente Romano (presidente della commissione sanità) si è proceduto all’archiviazione – su richiesta del PM responsabile delle indagini – per infondatezza della notizia in criminis. Altro che prescrizione. Sorprende inoltre che nessun rappresentante del PD abbia preso carta e penna per ristabilire un principio di verità. Ed anzi che l’unico ad esprimersi, con dichiarazioni sciacallesche, sia stato il segretario provinciale di Brindisi che invece di informarsi per dare un contributo costruttivo si è abbandonato a dichiarazioni irresponsabili e calunniose verso un suo compagno di partito. Altro che partito-comunità.”
Abaterusso chiede l’intervento di Michele Emiliano. “Mi chiedo a questo punto- conclude il democratico- ma lo chiedo soprattutto al segretario regionale del mio partito, Michele Emiliano, se un segretario che attacca e denigra i suoi compagni ha ancora titolo a svolgere una funzione di dirigente oppure, se non sia il caso di prendere atto della sua inadeguatezza e di mandarlo a casa nominando un commissario al suo posto. Ma un punto deve essere chiaro: nessuno può far finta che non sia successo nulla”.

BrindisiOggi

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