Quattro anni da quella maledetta bomba: “Quante cose Melissa ha insegnato agli adulti”

BRINDISI-MORVILLO maggio 2016 Sono passati quattro anni dall’esplosione della bomba fuori dalla scuola Morvillo Falcone di Brindisi che uccise Melissa Bassi, studentessa di 16 anni e ferì altre nove studentesse. La bomba fu messa da un imprenditore di Copertino Giovanni Vantaggiato oggi condannato all’ergastolo. Un atto dimostrativo contro il sistema così è stato definito da Vantaggiato. La morte di Melissa e quel folle gesto consapevole sconvolsero l’intero Paese. I genitori di Melissa hanno perso per sempre la loro unica bambina, la scuola come istituzioni fu colpita al cuore.

Pubblichiamo integralmente il ricordo di Anita Ricco studentessa mesagnese.

” È il 19 maggio 2012, ore 7:30; una mattina come tante, per i pendolari. Brindisi accoglie un numero elevatissimo di ragazzi che tra i quattordici e i diciannove anni, dai paesi di provincia, raggiungono il capoluogo per seguire le lezioni.

melissa scuolaEcco il consueto sovraffollamento dei pullman, qualche strattone, i soliti affanni, qualcuno un po’ di ritardo. Il cielo di mattina si tinge di chiarissimi colori. Le campagne, che i mezzi pubblici attraversano, allontano l’usuale smog cittadino. Il Sole spia attraverso i finestrini, rischiara qualche volto, risveglia i sorrisi.

È maggio e la natura si desta. Macchie di colori vivaci disseminate negli agri catturano gli sguardi dei viaggiatori assonnati, testimoni spesso inconsapevoli dei miracoli della natura. Melissa, però, pendolare mesagnese, classe 1996, alcune cose le nota. Il suo nome deriva infatti da un’antica parola greca: “ape”, sinonimo di operosità e diligenza. Ed infatti lei, a sedici anni, è una scrupolosa studentessa dell’istituto professionale “Morvillo Falcone” di Brindisi.

Come la consuetudine impone, anche quella mattina, si sta avviando a scuola. Ore 7:35; Melissa ha i capelli lunghi e castani che incorniciano un viso tondo e chiaro. Lunghe ciglia nere contornano i suoi occhi scuri che indugiano fuori dal finestrino. Chissà, forse godono di un momento di evasione. Guardano alto, verso il cielo, sognano. Forse Melissa si sta immaginando da adulta, quando raggiungerà il massimo successo, quando le riviste di moda parleranno di lei, sì, perché Melissa vuole diventare una stilista. Fantastica sul futuro, crede nelle sue ambizioni, sa di poter raggiungere i suoi obiettivi, perché lei è una ragazza ottimista, e spera anche quando gli altri si rassegnano. Costruisce il futuro con la tipica dedizione delle api; ogni mattina fa lo stesso tragitto di strada, raggiunge quotidianamente la stessa destinazione, con l’obiettivo di studiare per realizzarsi. Ore 7:40; immagina il giorno in cui i suoi genitori, i signori Bassi, stringeranno le mani di persone importanti, perché la loro unica figlia avrà conseguito considerevoli traguardi. Lo sguardo si sposta veloce verso la facciata del suo Istituto: la giornata sta iniziando. Intorno a lei sguardi familiari ed amichevoli, gli amici di sempre, i pettegolezzi, le risa, il primo amore. Ore 7:45; esplode un ordigno rudimentale nei pressi dell’istituto professionale di Brindisi; si accerta la morte di una ragazza, ferite altre cinque. I genitori di Melissa da quel giorno in poi stringeranno le mani di persone illustri. I giornali più noti parleranno di lei, e dei suoi sogni, che vivevano silenziosi negli affollati autobus del brindisino. Melissa perde la vita nell’ attentato architettato da una mente folle di un uomo di mezza età già da anni identificato e punito dalle forze dell’ordine, dopo innumerevoli ipotesi vagliate.

Alla memoria di Melissa sono stati dedicati un giardino pubblico vicino alla sua scuola, una via a Mesagne in prossimità della sua abitazione, e una stella nella costellazione zodiacale del Sagittario. In occasione del terzo anniversario della sua ingiustificata scomparsa, Brindisi, Mesagne e l’Italia tutta si stringono intorno all’insanabile dolore dei suoi cari. Forse, Melissa osserva questo mondo da lontano, magari dalla stella cui ha dato il nome; o forse rivive nel caotico traffico della via di casa, o meglio ancora, nei sorrisi dei bambini che visitano il suo giardino. Rivive negli occhi di qualche sopravvissuta, o in quelli dei suoi affetti. Come le api industriose ha portato a termine la più importante missione che chiunque essere umano possa raggiungere, traguardo questo che va oltre la realizzazione personale e il successo: essere strumenti di pace per lottare contro la violenza, per fare della Terra un posto migliore, proprio come solo un’ape laboriosa è in grado di fare.”

BrindisiOggi

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