Rapina alla gioielleria del centro commerciale Le Colonne, assolti i tre imputati

BRINDISI- Rapina alla gioielleria del centro commerciale Le Colonne di Brindisi, assolti i tre imputati. Giuseppe Ferrarese, Cosimo Morleo e Bruno Zanzarella sono stati assolti nel procedimento penale che li vedeva imputati per la rapina alla gioielleria Oro Fino consumatasi il 21 ottobre del 2019. Per  Vilma Gilli , giudice dell’Udienza preliminare del Tribunale di Brindisi non avrebbero commesso il fatto. La rapina alla gioielleria era quarta consumata ai danni della medesima attività commerciale , una tra le più cruente dove i malviventi sotto gli occhi degli avventori avevano minacciato con le armi  le commesse e sfondato le vetrine con una mazza ferrata scatenando il panico. Nella ricostruzione dell’accusa i tre imputati si collocavano sul luogo del crimine a bordo delle moto con cui la banda di rapinatori aveva fatto irruzione nel centro commerciale. Erano circa le tre meno un quarto di pomeriggio quando dall’ingresso corrispondente alla gioielleria piombarono due scooter con in sella quattro ragazzi con il volto travisato dai caschi. In particolare Giuseppe Ferrarese, sempre secondo quanto sostenuto dall’accusa,  sarebbe stato alla guida , di uno dei due scooter, l’Aprilia Scarabeo, pronto a ripartire  con i complici. Nel colpo sarebbe stato coinvolto anche un minore. Bruno Zanzarella, invece, secondo  l’accusa, avrebbe aiutato l’under 18 ad arraffare i preziosi e a metterli in una busta. Nello stesso frangente Cosimo Morleo sarebbe stato alla guida dell’altro scooter, un’Honda Foresight, da dove poi sarebbe sceso impugnando una pistola a tamburo per minacciare il personale di Oro Fino. I malviventi fuggirono lungo la complanare tra il centro commerciale e l’ospedale Antonio Perrino e fecero perdere le tracce nella strada diretta all’invaso del Cillarese. E qui che fu ritrovato poi lo scooter Honda. Rubato a Brindisi qualche giorno prima, come anche l’Aprilia Scarabeo, per questo  era stata contestata anche la ricettazione. Tesi sostenute dall’accusa sino alla fine ma che evidentemente non hanno convinto la giudice. Ieri, infatti, Giuseppe Ferrarese,  difeso dall’avvocatessa Emanuela De Francesco,  tra l’altro imputato nel processo per la morte del giovane Giampero Carvone, Bruno Zanzarella e Cosimo Morleo, già più volte citati nelle domande del pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia, Carmen Ruggiero, nel processo sull’omicidio del Carvone, sono stati assolti. Per Zanzarella (avvocato Luca Leoci) era stata chiesta l’assoluzione dal pubblico ministero della Procura di Brindisi, Gualberto Buccarelli, alla giudice per l’udienza preliminare, Vilma Gilli. Lo stesso pm aveva invece invocato la condanna di Morleo (avvocatessa Laura Beltrami) a cinque anni e mezzo di reclusione ed al pagamento di una multa di 2.000 euro. Quanto a Ferrarese, la richiesta di assoluzione era stata invocata sulla base dell’esito dell’accertamento delle tracce biologiche trovate dai poliziotti della Scientifica di Brindisi nella gioielleria del parco commerciale: incompatibili con il dna dell’imputato. Le motivazioni della sentenza, che costituisce il primo grado di giudizio,  ora saranno depositate entro novanta giorni.

 

 

 

 

 

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