Residenti del Casale: “Felici che il 118 resti, e il sindaco mantenga la promessa elettorale di creare Comitati di quartiere”

BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di alcuni residente del Casale in merito alla vicenda del 118.
“E’ notizia di pochi giorni fa che l’Amministrazione Comunale ha trovato una nuova postazione, presso alcuni locali messi a disposizione dalla scuola Calò, al prezioso servizio del 118 che dal 2015 era allocato presso i locali della ex delegazione comunale del quartiere Casale e che a causa di interventi di ristrutturazione,  per trasformare la stessa in un centro migranti, aveva costretto l’ASL a trasferirne la postazione presso l’ex ospedale Di Summa.
E’ bene ricordare che tale servizio  da quando si è insediato (circa 6 anni) ha salvato numerose vite umane della zona asservita (Casale, Paradiso, Materdomini e zone marine a nord della costa) grazie alla tempestività di intervento.
Pertanto gli scriventi ringraziano l’Amministrazione Comunale per aver trovato una soluzione alternativa (seppur dopo che la problematica dello “sfratto” è balzata agli onori della cronaca) grazie alla disponibilità del Consiglio d’Istituto della scuola Calò.
Infatti   la cosa grave è che da qualche settimana la postazione del 118  si trova ancora presso il centro direzionale 118 dell’ex ospedale Di Summa, con tutte le criticità che ciò sta comportando in termini di tempistica d’intervento in caso di soccorso, il tutto a danno di noi cittadini!
Ci sia però consentito fare un doveroso  ringraziamento a quanti, come il consigliere comunale  Massimiliano Oggiano,  indefessamente si sono battuti dall’inizio sull’argomento in questione al fianco di noi cittadini residenti così come solitamente conviene fare quando le problematiche toccano la carne viva dei cittadini ed i bisogni reali degli stessi.
Auspichiamo inoltre un passo indietro dell’Amministrazione Comunale sulla destinazione che vorrebbe dare alla ex delegazione comunale del Casale per farne un centro migranti: lungi da noi polemizzare con le scelte politiche di questa Amministrazione rischiando di essere additati come  intolleranti, ma vorremmo ricordare che furono  raccolte oltre 2500 firme per dire di no a questa scelta! Brindisi ha già dato ampia   dimostrazione di essere una comunità inclusiva ed accogliente, dallo sbarco degli albanesi all’attivazione    già di  diversi  SPRAR con nuclei familiari di extracomunitari ricoverati presso strutture in Città, come anche la presenza del dormitorio per extracomunitari di via prov.le S. Vito, e a nessuno sarà consentito  di derubricare la vicenda attuale in   “razzismo”.
Abbiamo accolto con favore  il programma elettorale del  sindaco Riccardo Rossi in   campagna elettorale nella parte in cui dichiarava di voler istituire i Comitati di quartiere dotando ogni quartiere della Città di un luogo ove ci potesse riunire (le ex delegazioni comunali per l’appunto) e discutere dei problemi della Città e del quartiere, oppure tronare a svolgere importanti servizi che oggi il cittadino non riesce ad avere se non con notevoli difficoltà recandosi presso gli uffici del Centro: auspichiamo che tale promessa possa essere mantenuta a tutela dei bisogni dei residenti del quartiere.
Mariagrazia Chiechi, Stefania Arigliano, Cosimo Quartulli, Cosimo Vantaggiato, Francesca Castagnanova, Chiara Gabriele, Fabio Marangio, Francesco Romano, Pamela Balestra, Stefano Simmini, Davide Masi, Marcello Vantaggiato, Nicola Ravone, Matilde Bressani, Valentina D’Aprile, Ivano Quartulli, Teodoro Vantaggiato, Antonio Saponaro,  Lina Depascalis, Monica Bressani, Serafina Petronella, Giuseppe Chiechi, Angela Calandrella, Alessandra Bellanova, Alessandro Grasso, Maria Faggiano, Roberto Vantaggiato, Alessandro Romano,  Teodoro Marchello”.

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