Rifiuti pericolosi da Brindisi a Valona, sei arresti e sequestro della nave

VALONA- (Foto in evidenza profilo fb Carlo Bollino) Bidoni pieni di rifiuti pericolosi viaggiano dal porto di Brindisi a quello di Valona, sei persone in manette e posta sotto sequestro la nave. Un carico di rifiuti pericolosi è stato scoperto a bordo del traghetto di linea “Damian” partito da Brindisi e diretto a Valona. La scoperta è stata fatta dalla polizia albanese. Sacchi neri pieni di amianto e bidoni (alcuni riportanti il marchio ENI)  con sostanze nocive erano accatastati nella stiva del traghetto. Il materiale viaggiava come se fossero prodotti chimici per la pulizia  ordinati dalla società albanese “Delfini 1”.  L’amministratore della società è stato arrestato insieme al proprietario di un’altra società “Kornuzi”, la cui attività è quella dello smaltimento dei rifiuti e che doveva trasportare il carico fuori dal porto. Secondo i primi dati, dall’Italia sarebbe stati effettuati almeno altri 15 viaggi. Tra gli arrestati anche il capitano del traghetto e il suo vice. L’operazione denominata Amiant è stata condotta dal dipartimento di polizia criminale, della direzione della polizia locale di Valona, ​​della frontiera e della direzione della migrazione di Vlora in collaborazione con la Procura di Valona e il ministero dell’Ambiente. Secondo le informazioni ottenute sulla rotta operativa dalle strutture del dipartimento di polizia criminale, un traghetto in partenza dall’Italia trasportava una notevole quantità di rifiuti pericolosi per la salute umana e l’ambiente al fine di depositarli in Albania. In manette: K. Xh, 65 anni, residente a Valona;
A. Ç, 28 anni, residente a Valona; A. G., 48 anni, residente a Valona; F. T., 71 anni, residente a Valona; E. Ç, 55 anni, residente a Valona
Sig. K., 45 anni, residente a Valona. I soggetti  sono stati deferiti alla Procura del Tribunale di Vlora per il reato di “contrabbando di merci vietate”, “gestione dei rifiuti” e “trasporto dei rifiuti”. Stando alle prime informazioni la nave avrebbe effettuato almeno altre 15 volte simili consegne. La denuncia anche da parte del giornalista Carlo Bollino, che da anni vive in Albania e scrive sul suo profilo facebook : “Uno scandalo nel porto di Brindisi. Uno scandalo che mi indigna come cittadino italiano e che mi offende come cittadino albanese. Il traghetto di linea S.T Damian diretto a Valona ha potuto lasciare il porto senza alcun intralcio, con la stiva trasformata in discarica di rifiuti tossici!! In barba alla sicurezza dei passeggeri e di tutti i cittadini del paese di destinazione, dove quei rifiuti sarebbero stati interrati clandestinamente. Lo scandalo e’ stato scoperto all’arrivo nel porto albanese dalla polizia albanese. Ma i controlli in Italia esistono ancora? Le autorita’ di sicurezza del porto di Brindisi sono indifferenti e quindi complici? Oppure tutte licenziate per carenza di fondi? Queste immagini sono una vergogna nazionale, perche’ dimostrano come i rifiuti tossici (inclusi misteriosi bidoni etichettati Eni e sacchi di amianto) possano varcare le nostre frontiere alla luce del sole e senza alcun controllo e che la sola attenzione sia ormai concentrata sui cittadini stranieri, come se fossero loro il veleno e non l’amianto. Poiche’ quesi traffici di solito sono in mano alla camorra aspettiamo di sapere se le mafie abbiano esteso i loro tentacoli fin dentro il porto di Brindisi!”. Bollino tagga il presidente dell’Autorità di Sistema Ugo Patroni Griffi che a sua volta risponde: “Sembrerebbero, a quanto mi riferiscono le autorità, normali rifiuti di bordo (materassi, materiali etc), che la compagnia smaltisce normalmente giusta contratto con impresa specializzata albanese. Essendoci una inchiesta il condizionale è d’obbligo”.

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