Scritte omofobe sul muro di casa, Antonio: “Mi faccio una risata. Ma penso a chi non è forte come me”

BRINDISI- (Da Il7 Magazine ) Hanno scritto “Muori f…o”, lo hanno scritto sul muro della sua casa, lo hanno fatto di nascosto, perché oltre che essere disumani sono anche vigliacchi, ma Antonio davanti a quelle parole, che  feriscono più di un coltello,  ha semplicemente scrollato le spalle ed ha sorriso.

Accade in un piccolo paesino della provincia di Brindisi, Oria, 14mila anime, tra queste c’è anche quella nera come la pece di chi, senza remora, ha pensato di augurare la morte ad un ragazzo semplicemente per il suo orientamento sessuale.

Antonio Corradi ha 25 anni ed un sorriso ammaliante. Le sue scelte non dovrebbero fare notizia e né tantomeno dovrebbero autorizzare le persone ad entrarne nel merito eppure  c’è chi nella sua estrema ignoranza ha pensato di farlo. “E’ accaduto il 5 gennaio, sono tornato a casa da lavoro, mi sono cambiato e sono uscito- racconta il giovane- Quando ho trovato quella scritta sul muro sono rimasto basito poi però mi sono fatto una risata e ho scritto quel post. Non ci ho dato troppo peso, ci sono abituato, è accaduto altre volte”.

Antonio scrive un post sulla sua pagina facebook ma all’autore di quella ignobile scritta si rivolge con una punta di ironia.

“Grazie per questo tempo che mi avete dedicato. Vorrei chiedervi solo una cosa, vostro padre ne è d’accordo? Chiedo perché non vorrei fosse uno di quelli che proprio lì sotto attende una chance! E comunque, un po’ di colore potevate aggiungerlo, una spolverata di glitter (dato che sono f….o!) Questa è l’ umanità! che ha paura di un virus quando dovrebbe prima di tutto aver paura di se stessa!”. La reazione di Antonio sorprende ma è frutto di una maturità acquisita nel tempo, attraverso le sofferenze e la consapevolezza che mai bisognerebbe abbassare la testa e subire. Lo fa per se stesso ma anche per gli altri, per chi non ha la forza di reagire.

“Per come sono cresciuto -dice-  ho imparato ad accettare anche le cattiverie. Lo so, non è normale.  Ma con il tempo ho imparato ad accettare, ho le spalle forti e sono in grado di sopportare. Se oggi parlo lo faccio per chi , invece, non ha la mia stessa forza. A queste persone io dico di reagire e di non lasciarsi buttare giù da questi atteggiamenti”. Antonio è un bravo ragazzo, tutti i giorni si alza presto al mattino per andare a lavorare in campagna ma ha tanti sogni nel cassetto, uno di questi è la danza. “Ho 25 anni, lavoro in campagna ma la mia più grande aspirazione è diventare un ballerino -racconta- ho studiato danza fino a che è stato possibile ora spero di riuscire a mettere i soldi da parte e andare via , magari trasferirmi a Roma”. Il giovane vive solo e purtroppo quando, qualche anno fa,  ha deciso di fare coming out non ha ricevuto il sostegno della sua famiglia. “Leggere quelle parole può fare male- dice- soprattutto perché un’idea di chi  potrebbe essere stato me la sono fatta. Penso che siano persone a me molto vicine, persone con le quali non parlo più. Il post è stato un piccolo sfogo, anche un po’ ironico e non mi aspettavo che la gente reagisse , che mi mostrasse tanta solidarietà. Mi sono ritrovato tante persone dalla mia parte, tanta comprensione e questa cosa mi ha fatto piacere. Ho avuto tanta comprensione.

Se penso a quello che è successo e alle reazioni vedo un cambiamento e questa cosa mi ha riempito di soddisfazione”.

E’ per quel cambiamento che Antonio si batte  ma anche per quelle persone che ferite non riescono a reagire. “C’è una frase che mi ripeto sempre e che ho fatto mia: Meglio a me piuttosto a chi non può sopportare- dice Antonio- Io ci rido ma fa male. Tuttavia, bisogna sempre alzarsi e sorridere a qualsiasi dito puntato, se fai così non hanno più motivo per farlo e quel dito se lo devono ritorcere contro”.  Oria ha risposto subito, la gente ha mostrato grande solidarietà e la stessa sindaca, Maria Lucia Carone, ha stigmatizzato questo brutto episodio: “Avuto notizia dell’increscioso avvenimento, si è provveduto immediatamente al sopralluogo da parte dei Vigili urbani al fine di provvedere alla cancellazione della ignobile scritta, che, comunque, è risultata già rimossa. Alla vittima di tale vergognoso e riprovevole gesto  va la vicinanza e solidarietà della città tutta, di una città che si è sempre caratterizzata per la civile e solidale  accoglienza e convivenza, in cui la maggior parte dei cittadini non può essere accomunata a quei singoli e rari personaggi che dimostrano immaturità e pochezza morale”. Quanto è successo ad Antonio ha dimostrato che la comunità esiste ed ha una coscienza, è per questo che mai bisognerebbe abbassare la testa o sentirsi soli. Sulla sua pagina fb il giovane lascia un lungo messaggio dedicato ad Oria e ai suoi cittadini ma anche all’autore della scritta.

“Parto col ringraziare tutti! tutte quelle persone che mi hanno espresso a loro modo uno scudo e una ribellione- scrive- non voglio negarvi anche una cosa peró, che non mi aspettavo davvero tutta questa solidarietá! Il giorno che ho letto quella “dedica” ho preso tutto con un sorriso , come ho sempre fatto, pensando tra me e me che era solo un’ ennesima scritta, insulto o dito puntato e invece la situazione per la prima volta si è ribaltata! Io sono quello forte, quello abituato a tutto ció, quello che risponde ad un pregiudizio con una battuta ironica. Ho cominciato ad avvertire il vero peso del gesto (nonostante mi colpiva in prima persona)  quando ARCIGAY ha pubblicato il primo articolo per poi ritrovare altri articoli in giro per la rete!  Non sono mai stato abituato a tutta questa unione e vi giuro che mi ha coccolato da un lato! Ho sfogato tutto la stessa notte, mettendomi di fronte a quella scritta e togliere via lettera per lettera anche per non dar modo di ridere! Volevo ringraziare il Comune, il sindaco, i volontari, vigili, polizia che stamattina si sono impegnati per venire a rimuoverla non sapendo che io lo avessi giá fatto, insieme a loro tutte le persone che hanno detto la loro, che si sono ribellate! A quelle persone che mi hanno fatto accorgere che intorno a me c’è chi si è evoluto! E ci tengo a dire una cosa a chiunque sia stato: IO ESISTO!”.

Lucia Pezzuto per Il7 Magazine

 

 

 

 

 

 

 

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1 Commento

  1. Da genitori posso dire mi dispiace!
    Gradirei x tanto che ognuno di noi lavorasse x ogni figlio di mamma!
    Accettare nel vivere con mille problemi tanti perché!!!!!

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