Senegalese aggredito va via da Brindisi: “Non ho paura, qui ci sono tante brave persone”

BRINDISI-  Ha in mano il biglietto del treno pronto per partire. Va in Calabria dove è arrivato 4 anni fa su uno dei barconi della speranza. Allora era ancora minorenne. Oggi ha 20 anni. “Non ho paura, non vado perché ho paura, ma ho delle questioni da risolvere”, cerca di convincermi Bakaricila, il giovane senegalese che venerdì scorso è stato preso a bastonate da un gruppo di 5 persone. Come ogni venerdì pomeriggio si stava recando dal maestro di karate, aveva da poco attraversato il passaggio a livello di via Osanna quando è stato inseguito e aggredito da 5 persone che dice di non aver  mai visto prima. Avevano un giubbotto e il cappello, due di questi avevano la barba, altri due erano più robusti. Non sembravano dei ragazzi. In mano avevano dei bastoni ed hanno iniziato a picchiarlo in testa, sulle mani, sulla spalla.  “Erano circa le 7,48 – racconta il ragazzo – ho visto che aspettavano proprio me. Sono passato e mi hanno inseguito e picchiato. Non sono riuscito a difendermi, poi qualcuno ha chiamato l’ambulanza e sono stato portato in ospedale. Non hanno detto una parola”.  Bakarcila è a Brindisi da un anno, vive nel dormitorio e lavora in  campagna nei campi di carciofi. Prima viveva in una casa in affitto ma poi il lavoro è diminuito. Sabato, dopo una notte in ospedale è stato dimesso. Ha ancora le ferite sul corpo che fanno male. Quando è arrivato in Italia è stato portato in una comunità per minorenni a Crotone, poi una volta diventato maggiorenne è dovuto andare via.  Oggi riparte di nuovo, va a trovare il suo avvocato che si trova in Calabria. Il suo permesso di soggiorno è scaduto ed in fase di rinnovo. Tornerai a Brindisi? “Forse si – dice –la gente non è tutta uguale. Ci sono buoni e cattivi. E qui nessuno mi ha fatto mai nulla, solo cinque persone. Che non ho alcun dubbio che lo abbiano fatto per razzismo, perché io non le conoscevo neanche. E non ho mai fatto male a nessuno”.

Lucia Portolano

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