Simona Pino D’Astore: “La Tari si può ridurre, cominciamo a trovare i fondi per abbassare le rate”

BRINDISI- Continua a far discutere la Tari. Le salatissime bollette mettono in crisi l’economia di tante famiglie brindisine.

“La TARI di per se è uno strumento corretto e dovuto ma quando, come nel nostro caso, il livello è talmente alto da raggiungere quote da Guinnes dei primati, l’irritazione, anzi la rabbia, della popolazione è assolutamente comprensibile- così interviene la candidata sindaco per “Brindisi Piazza Pulita”, “Un’amica in Comune” e “Brindisinazione”, Simona Pino D’Astore-   Il giudizio politico sull’amministrazione che ha portato la nostra città ad avere due picchi, uno nel costo (il più alto d’Italia), l’altro nel servizio (il  più scadente d’Italia) ,  non può che essere negativo. Una volta individuate le cause di tale  situazione, è necessario avere in mente idee chiare su come risolvere il problema, sia a breve che a medio lungo termine oltre che evidentemente scegliere di non rivotare i protagonisti di questa ennesimo triste provvedimento che oggi ha portato i cittadini a impoverirsi ancora di più”.

La D’Astore analizza il  “ verbale delle deliberazioni del commissario straordinario”  relativo all’approvazione delle aliquote TARI del 2016, dove nella premessa della delibera in oggetto (Delibera N°10) una voce riporta: verificato che la tariffa è composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti riferite in particolare agli investimenti per le opere ed i relativi ammortamenti e da una quota rapportata alla quantità dei rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità degli oneri di gestione.

“Appare chiaro che al di là dei coefficienti applicati alle varie fattispecie, la tassa dipende dal costo. E chi ha stabilito  il costo del servizio? E quali sono le componenti di questo costo?- si domanda la candidata-  Certamente il costo del personale, il costo dei mezzi, il costo del conferimento in discarica, il costo del carburante per i mezzi (che cresce se la discarica più vicina non è fruibile e bisogna girare il Salento per trovarne una disponibile). Se poi questi rifiuti devono partire per destinazioni estere va da se che la tassa debba salire a prezzi stratosferici. Nessun controllo c’è stato su questi servizi, perché nessun controllo poteva esserci, in quanto il sindaco (che chiaramente influenzava negativamente anche i suoi sottoposti), non ha avuto altro interesse se non quello speculativo e personale”.

La soluzione per la D’Astore, a questo punto, è quello di trovare al più presto nuovi fondi “siano essi interni al bilancio Comunale o provenienti da crediti della tassa rifiuti con aziende locali (Enel per esempio che deve al comune di Brindisi 2,4 milioni di euro ) al fine di ridurre immediatamente  le rate TARI ai brindisini”.

“Ma per risolvere il problema in maniera duratura, garantendo anche stabilità lavorativa a tutti gli operatori del settore conferimento rifiuti (parliamo dei dipendenti della Nubile ) è necessario applicare modifiche strutturali- spiega e conclude –  Esistono sul mercato alcuni sistemi che trattano il rifiuto indifferenziato o parzialmente indifferenziato, o differenziato. Ad esempio il sistema THOR o il sistema Arrow Bio sono tra questi.Questi procedimenti consentono, ad ogni modo, di recuperare gran parte dei materiali riciclabili come i metalli ferrosi e non ferrosi, la plastica (HDPE, PET e pellicola) e il vetro. Permettono inoltre di produrre fertilizzanti e Biogas che è una fonte di energia alternativa pulita, utilizzabile per il trasporto o per la produzione di energia elettrica o termica. Un sistema utilizza la polverizzazione dei rifiuti l’altro l’acqua. L’impatto ambientale è zero. Così facendo i costi sarebbero sotto controllo, non ci sarebbero conferimenti a discariche o costi di spostamenti mezzi non previsti con un netto risparmio da girare alla cittadinanza in termini di riduzione della TARI”.

BrindisiOggi

 

2 Commenti

  1. Non è la prima volta che ve lo scrivo, la strada è semplice basta costruire un termovalorizzatore!!! Oppure uno dei sistemi sopra citati già utilizzati in altre città italiane, con successo e tornaconti in tutti i sensi. Ma….bisogna essere decisionisti senza guardarsi troppo intorno in attesa di consensi.

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