Tra i rifiuti per strada anche la vasca idromassaggio: la città come una discarica

BRINDISI- ( Da Il7 Magazine ) Dai divani agli elettrodomestici, dai mobili alle sedie per ufficio, persino sanitari, materiale di risulta e in un caso anche una intera vasca idromassaggio, tra le strade della città di Brindisi si trova davvero di tutto e non si tratta di casi isolati. Quello dell’abbandono incontrollato degli ingombranti è uno dei fenomeni più diffusi in città che stagionalmente migra dai quartieri interni a quelli periferici sino ad arrivare lungo la litoranea, particolarmente frequentata nella stagione estiva. Nonostante la presenza di un servizio di raccolta differenziata a domicilio vi è ancora tanta gente che , sprezzante delle regole, continua a fare della città una discarica. Ogni quartiere ha la sua “piaga”, difficile fare una classifica e dire chi sia più virtuoso e chi meno. I rifiuti spuntano come funghi in via Carmine, cuore del centro storico, dove qualcuno ha pensato bene di depositare lungo il tratto pedonale vecchi materassi, in via Provinciale per San Vito dove si possono trovare divani e componenti d’arredo, per non parlare di via Boldini dove sul marciapiede è stata abbandonata , persino, una vasca idromassaggio. Che dire, ce n’è per tutti i gusti. E pensare che esiste un servizio di raccolta a domicilio svolto dalla società Ecotecnica che mette a disposizione un numero verde proprio per il ritiro degli ingombranti. Il fenomeno dell’abbandono, invece, è talmente diffuso da aver fatto colare a picco l’indice di raccolta differenziata, uno dei principali indicatori di riferimento per la definizione dello stato di gestione dei rifiuti urbani, e che incide pesantemente sul pagamento dell’Ecotassa. Più si differenzia e meno si paga. Ogni anno viene stilata una classifica in base alla percentuale di raccolta per usufruire dei benefici, la percentuale deve superare il 65 per cento. Lo scorso anno sono stati 11 i comuni della provincia di Brindisi a superare il traguardo secondo il 13esimo rapporto di Legambiente Puglia.  I dati sono, ovviamente calcolati sul 2020. I Comuni virtuosi sono stati : Cisternino (78,3 percento), Latiano (78,1 percento), Cellino San Marco (77,9 percento), Fasano (75,7 percento),  Erchie (73,5 percento), Oria (72,7 percento), Mesagne (72,1 percento), San Vito dei Normanni (71,8 percento), San Pancrazio Salentino (70 percento), San Michele Salentino ( 69,8 percento) e San Donaci (65,8 percento). Per quanto riguarda il capoluogo, Brindisi ha perso tre punti percentuali passando dal 50,1 percento del 2019 al 47,6 percento nel 2020. Mentre nessun Comune ‘rifiuti free’ del Brindisino era stato individuato nel rapporto 2021 di Legambiente, parliamo di enti che oltre ad aver superato il 65 percento di raccolta differenziata avevano anche contenuto la produzione pro capite di secco residuo al di sotto dei 75 Kg/anno/abitante.  La fotografia era stata scattata sulla Puglia dall’edizione 2021 di Comuni Ricicloni, l’annuale rapporto che mostra la situazione regionale sulla gestione sostenibile dei rifiuti e premia le performance dei Comuni. Il report era stato realizzato da Legambiente Puglia con il patrocinio della Regione Puglia – assessorato alla Qualità dell’Ambiente e di Anci Puglia, con il sostegno di Eurosintex, Progeva e Corgom. “La raccolta differenziata a Brindisi negli ultimi anni è calata paurosamente- dice il  direttore generale di Ecotecnica, Federico Zilli- e questo è da attribuire a quel 20 per cento della popolazione che se ne infischia delle regole. E’ un problema piuttosto serio che non riguarda solo gli ingombranti, ci sono persone , ancora oggi, che non usano i mastelli e lasciano i rifiuti sul marciapiede. Tutto questo fa calare l’indice di raccolta. Per questioni igienico sanitarie bisogna pulire subito, non possiamo lasciarli lì. Abbiamo provato per qualche giorno a non raccogliere gli ingombranti abbandonati, è stato un disastro. Montagne di spazzatura”. Ecotecnica per far fronte a questo fenomeno ogni giorno mette in campo squadre di raccolta di “pronto intervento”, un servizio extra capitolato d’appalto che il Comune di Brindisi paga. “Sono sempre convinto che ci voglia il pugno di ferro, se la telecamera riprende bisogna multare e la multa non può essere semplicemente 50 euro. E’ troppo bassa, bisogna inasprirle altrimenti non funziona. Noi abbiamo fatto di tutto, abbiamo sempre documentato tutto ed allertato l’amministrazione comunale ma ci vorrebbe un forte impegno nel multare- aggiunge Zilli- Questo modo di fare va ad inficiare anche il comportamento dei virtuosi. Bisogna avere un regolamento efficace. La gente non si rende conto che compie un illecito e questo nonostante ci sia un servizio a domicilio. A volte siamo stanchi. Per stare appresso a questo fenomeno incontrollato dell’abbandono ogni giorno mettiamo in campo delle squadre di pronto intervento. Io devo fare un plauso ai miei dipendenti, sono i più efficienti. E’ tutta gente che lavora con impegno”.  I rifiuti per strada sono la più brutta immagine che si possa dare della città. A lavoro di Ecotecnica si aggiunge l’attenzione dell’amministrazione comunale che attraverso la Polizia Locale cerca di monitorare il fenomeno e frenarlo. “L’abbandono dei rifiuti è un fenomeno che riguarda tanto le campagne quanto la città. E’ incomprensibile visto che il servizio di raccolta funziona, abbiamo il centro di recupero, il ritiro degli ingombranti- dice il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi- Purtroppo c’è una fascia di cittadini, una piccola fascia, che continua ad abbandonare i rifiuti per strada. Si tratta per lo più di gente che lavora con i rifiuti, mi riferisco a chi svuota le cantine ma che poi non ha la licenza per operare e per questo scarica per strada”.  Le multe e i controlli, purtroppo non sortiscono gli effetti sperati ma al contempo il primo cittadino è convinto che in ogni caso la repressione non sempre funziona. “Purtroppo non penso che si possa affrontare solo in termini di repressione. La Polizia Locale ha delle risorse limitate da impiegare nei controlli e né tantomeno si può militarizzare un territorio- dice Rossi- Ogni anno spendiamo oltre un milione di euro per il ritiro degli abbandoni perchè si tratta di un servizio extra capitolato e che , tra l’altro, va ad incidere sulla Tari. Abbiamo intenzione di potenziare la Polizia Locale forse così potremo impiegare più agenti nei controlli”. In città vi sono trenta foto trappole distribuite nelle zone maggiormente colpite da questo fenomeno, occhi elettronici che filmano e fotografano gli incivili. Sono gestite da una società incaricata dall’ufficio Ambiente del Comune di Brindisi. La società raccoglie le foto e le elabora se ravvede delle effrazioni le invia all’Ufficio di Polizia Ambientale del Comando della Polizia Locale che dispone la sanzione.  “Da quello che abbiamo visto, incrociando le multe con i dati in possesso del Comune- spiega Rossi- chi abbandona i rifiuti è gente che comunque paga la Tari. Come dicevo, in gran parte dei casi si tratta di persone che svuotano le cantine senza avere la licenza e poi getta i rifiuti per strada. Si badi bene, si riesce ad identificare i responsabili solo se si muovono con un mezzo, in questo caso attraverso la targa risaliamo alla persona ma se si muovono a piedi è difficile. Per questo, in tutta sincerità, devo dire che il sistema non funziona”. Le foto trappole vengono utilizzate a rotazione, nei mesi estivi si concentrano sulla costa, lungo la litoranea, mentre in quelli invernali maggiormente nell’entroterra. “Nel corso del tempo abbiamo individuato ben 80 siti di abbandoni- dice il sindaco- Non è possibile dire se ci sia un quartiere che soffre di più  di questo problema rispetto ad un altro. E’ una cosa diffusa, anche perchè spesso queste persone si spostano, non scaricano sempre nello stesso punto”.

L’aumento della Tari e contestualmente quello degli abbandoni incontrollati è una battaglia di cui molte associazioni, in questi anni, si non fatte carico, tra queste l’Adoc. L’associazione dei Consumatori evidenzia come l’indice di raccolta differenziata nella città di Brindisi sia precipitato e come la colpa sia degli ammassi di rifiuti che la gente continua ad abbandonare per strada. L’Adoc, tuttavia, punta il dito, sul silenzio dell’amministrazione comunale e sui pochi controlli, a suo dire, che vengono fatti in città. “A molti in queste settimane non sarà sfuggita la massiccia campagna di “comunicazione”, corredata da corposi reportage fotografici, attuata sui social da Ecotecnica, società affidataria del servizio di igiene urbana, sul tema degli abbandoni dei rifiuti in città. Una mole di materiale che non lascia spazio ad interpretazioni circa la matrice degli abbandoni e la totale assenza di controlli sul territorio e di azioni di contrasto al fenomeno- dice l’Adoc- Per tipologia di rifiuti e quantità nella maggior parte dei casi tutto lascia presagire non esclusivamente all’azione di singoli ma a vere e proprie attività che dallo smaltimento illecito dei rifiuti hanno basato il loro affare. A farne le spese i cittadini alle prese con vaste zone della città rese impresentabili ed insicure, per la presenza anche di rifiuti nocivi e pericolosi, ed un servizio di raccolta inadeguato rispetto alle reali necessità”. L’Adoc rimprovera l’amministrazione comunale di non essere abbastanza incisiva sui controlli e la repressione del fenomeno chiedendo conto del lavoro svolto sino ad ora. “Di contro registriamo un’amministrazione silente ed inoperosa nonostante le dichiarazioni di intenti ed i proclami- dice l’Adoc- Ci chiediamo cosa abbiano sortito l’installazione delle foto trappole, qualora abbiano mai funzionato, e quali siano i protocolli per il controllo del territorio. Al momento stante la situazione registrata di degrado ed abbandono e con un livello di raccolta differenziata fermo al 44.65 per cento l’Adoc di Brindisi ritiene che la situazione sia letteralmente fuori controllo. Invitiamo, quindi,  chi di competenza a mettere in campo azioni utili ad un’inversione di tendenza a beneficio dell’ambiente, dell’immagine, la sicurezza e la vivibilità  della città”.

 

Lucia Pezzuto per Il7 Magazine

Cinque per mille AIL
Scuola Palumbo

1 Commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*