Tre donne e un sindaco: una famiglia di attivisti

(Da IL7 Magazine) –  Questa volta non è il padre che passa il testimone al figlio. Nella famiglia Rossi c’era già stata una sindaca.  La prima ad indossare la fascia tricolore è stata la  giovane Laura, oggi liceale di 16 anni, che dalla quinta elementare alla prima media è stata vice sindaco, mentre negli anni delle medie è stata eletta primo cittadino del consiglio comunale dei ragazzi. In giro ci sono ancora le foto che la ritraggono con la fascia tricolore accompagnata da mamma e papà. La notte della vittoria Laura è arrivata al comitato elettorale, ha abbracciato suo padre ed emozionata gli ha detto: “Finalmente mi hai raggiunto. Ci hai messo un po’, ma sono contenta che mi hai superato”.

Il neo sindaco di Brindisi è circondato dalle donne della sua famiglia. Una forza. Tre conto uno: tutte attiviste, impegnate nelle battaglie sociali, moglie compresa. Paola Forina che non lo ha mai lasciato per un istante in questi anni di candidature e di battaglie sul campo: dalla riduzione del carbone alla raccolta firme per l’indagine epidemiologica, dalla chiusura di Corso Garibaldi al nuovo modello di sviluppo di Brindisi puntando su cultura e turismo.

Dopo due mesi di campagna elettorale si ritrovano tutti e quattro davanti ad una bibite fresca seduti intorno ad un tavolino di un bar lungo il corso cittadino. L’intervista viene interrotta in continuazione per la gente che si ferma e saluta il nuovo sindaco tra congratulazioni e soprattutto raccomandazioni per un città martoriata tra arresti e crisi politiche.

Laura prova a dare qualche consiglio al padre, lei che da sindaco dei ragazzi ha portato tante istanze ai due sindaci predecessori, tutte rimaste nei cassetti. “Prima di tutto bisogna ascoltare i cittadini- dice la ragazza- è necessaria una città a misura di tutte l’età. Con il consiglio dei ragazzi abbiamo fatto tante proposte ma mai attuate: sono necessari punti di raccolta per i giovani, luoghi d aggregazione”.

E poi una raccomandazione: “Papà cercate di restare a governare perchè con gli altri abbiamo fatto in tempo solo a consegnare le proposte che poi sono andati via”.

La figlia più grande Francesca, 24 anni, è in partenza per Torino dove sta per prendere la laurea magistrale in Ingegneria energetica al Politecnico, segue le orme del padre. E’ tornata a Brindisi per votare papà. Negli anni del liceo è stata la coordinatrice dell’Uds Brindisi (unione degli studenti), due anni fa suo padre  ha postato su Facebook una foto di lei mentre occupava con gli altri studenti un’aula del Politecnico per discutere delle trivelle. “Che famiglia”, commenta Riccardo Rossi tra un sorriso di soddisfazione e il peso della partecipazione civica e della consapevolezza della grande responsabilità che ha oggi da sindaco.

Riccardo (53 anni) e Paola (53 anni) sono arrivati a Brindisi 25 anni fa, Francesca era piccolissima, Laura è nata qui. Lui ingegnere, lei con l’abilitazione da avvocato ma non ha mai esercitato decidendo di dedicarsi alla famiglia. Venivano da Trani, si sono conosciuti quando avevano 18 anni nella piazza del paese, praticamente stanno insieme da 36 anni.

 Da anni impegnati in lotte ambientaliste prima con i No al carbone e poi nel 2011 con Brindisi Bene Comune. Paola è sempre stata accanto a Riccardo. E lui di quegli anni ricorda l’amicizia e le proteste sul campo con il sindacalista Bobo Aprile.

 “Sono un’attivista convinta – spiega Paola Forina – lo sarei stata anche senza di lui. Ma siamo fortunati perché condividiamo questo insieme. A volte gli avrei voluto dire basta, di abbandonare questa lotta per la città. Avevo il rigetto fisico quando assistevo a scene indecorose in consiglio comunale. Gente che faceva di  tutto tranne il bene per la collettività. Ma sono felice di non aver mollato. Questa volta eravamo convinti che ce la potevamo davvero fare”.

Ed ora anche lei ha un consiglio da dare a sua marito: “Mi raccomando – dice – il decoro urbano segno tangibile per una città migliore perché il bello è contagioso”.

E’ consapevole che ora l’ingegnere- sindaco trascorrerà meno tempo a casa, lo aveva messo in conto. “Io sono convinta che lui riuscirà – aggiunge la moglie – ha delle belle capacità e sarà circondato da gente competente. Certo avrà il peso di tante responsabilità ma condivideremo anche quelle”.

Ad una cosa però Paola non vuol rinunciare: al caffè che Riccardo le prepara ogni mattina. “E’ negato in cucina – racconta – ma ogni mattina si alza prima di tutti e mi prepara il caffè. Per il resto a casa  penso a tutto io anche se lui non è esigente e mi fa un sacco di complimenti”.

Quando racconta del marito a Paola luccicano gli occhi, d’altronde resterà nel ricordo di questa campagna elettorale l’immagine della loro unione, con quelle mani che si stringono di nascosto quando passata la mezzanotte del 24 giugno i risultati erano chiari e i sostenitori festeggiavano nel comitato di corso Garibaldi gremito di ragazzi.

Riccardo Rossi è consapevole della grande responsabilità che ha sulle spalle. “Ci sono tante aspettative – dice il sindaco – e io sento il peso di tutto questo: riportare la normalità e nello stesso tempo rilanciare la città. Io ci metterò tutto il mio impegno:  ascolto,   condivisione e trasparenza saranno la mia stella polare. Farò tutto alla luce del sole con  il coinvolgimento delle associazioni e della città”.

E sul grande impegno di Rossi sono convinte soprattutto le sue figlie che alla domanda su un difetto e un pregio del padre sono concordi nel dire che è un po’ distratto ma che è una persona che ci mette grande impegno nelle cose, e Francesca aggiunge: “ed è soprattutto coerente nei principi”.

Riccardo Rossi vuol mettersi subito a lavoro, resterà nell’ufficio di piazza Matteotti. La prossima settimana sarà pronta la sua giunta. Per l’Urbanistica attende una risposta da un professionista di fuori città. “Sceglieremo gente competente nei diversi settori”, spiega. Non si ispira a nessun sindaco in particolare ma guarda con ammirazione l’operato di  Luigi De Magistratis a Napoli: “E’ tornata una città vivace, la gente si sente protagonista”.

Tra le sue priorità il neo sindaco vuole concretizzare la proposta di Brindisi creativa: “Voglio puntare sulla produzione culturale, la nostra città è piena di persona che si occupano di cultura in tutti i settori: musica, teatro, cinema”. E poi un’aggiustatina al piano della sosta modificando le fasce orarie e alla diminuzione dei ticket sportivi.

L’ultimo consiglio al neo sindaco arriva da sua figlia maggiore Francesca: “Vorrei non andare via – conclude – vorrei essergli accanto, ma lo seguirò da lontano come ho sempre fatto. Gli dico solo di ascoltare le critiche che gli saranno mosse perché è difficile cambiare una città come Brindisi in tempi veloci, ma nello stesso tempo gli chiedo di non farsi demolire da quelle critiche. Lui è il nostro orgoglio e il segno di una città che ha deciso di reagire”.

Lucia Portolano

(per Il7 Magazine)

 

Una famiglia mostruosa

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