Un intero paese di proprietà del principe, che dopo 70 anni rivendica i canoni: 33mila per “la ferramenta”

SAN MICHELE SALENTINO- Un intero paese di proprietà del principe. Anche il palazzo comunale si trova su un terreno di  proprietà degli eredi della famiglia Dentice Di Frasso di San Vito dei Normanni. San Michele Salentino nella morsa dell’enfiteusi, quell’antico contratto nato nel 1800 in cui i  proprietari terrieri affidavano i propri beni ai contadini per apportare migliorie e per occuparsi della gestione, in cambio di questo dovevo restituire un canone mensile in denaro o in prodotti naturali. Gli enfiteuti hanno pagato sino agli anni 50, poi nessuno ha sborsato più nulla. Sui terreni aridi e senza frutti sono stati piantati ulivi, ortaggi ed altra vegetazioni. Su molti di questi sono nate abitazione e attività commerciali. “Qui tutto è in enfiteusi- spiega il sindaco Giovanni Allegrini- tutto il centro urbano del paese, anche il comune si trova su un terreno non pubblico”.  Ma il problema non riguarda solo San Michele ma anche altri paesi della provincia di Brindisi. Da queste parti l’enfiteusi era molto diffuso, in questa situazione si trovano anche famiglie di Francavilla Fontana, Ceglie Messapica, Ostuni e nella provincia di  Taranto.

Dopo oltre 70 anni gli eredi della famiglia Dentice Di Frasso hanno inviato migliaia di lettere per rivendicare il canone per i terreni di loro proprietà. Stando a quanto raccontano gli enfiteuti i canoni non sono stati più pagati dopo l’entrata in vigore di un legge negli anni 80 che l’aboliva il pagamento per cifre al di sotto di una certa soglia. Norma dichiarata da qualche anno incostituzionale.

Ma molti degli abitanti di San Michele non sapevano neanche di aver costruito abitazioni e negozi su terreni dati in enfiteusi. Qualcuno ha anche comprato il terreno da chi riteneva fosse il vero proprietario, per poi scoprire che in realtà su quel bene c’era un vincolo. E’ accaduto al titolare della ferramenta Lodero che cinque anni fa ha comprato un terreno di 200metriquadrati dove ha costruito la sua casa e il suo negozio, ma qualche mese fa il principe ha recapitato due lettere con le quali chiede per la casa un canone di  6 mila euro e 33 mila euro per il terreno dell’attività commerciale. Passato troppo tempo, il principe infatti, può chiedere il pagamento di soli 5 anni, per gli altri è arrivata la prescrizioni. Secondo gli abitanti di San Michele il canone  applicato è troppo alto. “Ho pagato con i miei soldi questi terreni –afferma Lodero- ora qualcuno si sveglia che vuole il canone, chiedendo queste cifre esagerate. Per terreni dove prima non c’era assolutamente nulla”.

Da  anni contro l’enfiteusi si è costituito un comitato grazie all’iniziativa di Tonino Chirico.  I principi rivendicano il loro diritto di proprietà, e gli stessi abitanti vorrebbero risolvere il problema.

“Siamo consapevoli che bisogna pagare – afferma il sindaco di San Michele – lo prevede la legge in base a questi antichi contratti. Ma chiediamo al legislatore di intervenire per disciplinare la materia e stabilire un canone equo. Quei terreni erano stati dati quando non c’era assolutamente  nulla, non  si possono chiedere ora queste cifre”.

Intanto a San Michele qualcuno ha affrancato i terreni, in poche parole li ha acquistati. Con l’aiuto della Cgil, sei persone hanno firmato un pre accordo con il principe Giuliano Dentice Di Frasso con un cui è stata stabilita una somma per chiudere definitivamente il rapporto. Un contratto che ha accontentato entrambe le parti. Tra questi Pino Epifani, un pensionato che ha ereditato il terreno in enfiteusi dalla madre, in cambio di 4800 euro ha ottenuto un ettaro e mezzo di terreno più un grande trullo.

Lucia Portolano

Cinque per mille AIL
Scuola Palumbo

2 Commenti

  1. ce lo immaginiamo se gli eredi degli zar di russia chiedessero il canone di affitto agli attuali propietari.(vero anche che in italia non cé stata la rivoluzione socialista che aveva abolito il sistema feudale)mi sembra di vivere in un paese di matti.IL FEUDALESIMO NON ERA STATO ABOLITO?

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*