Unioni civili, frattura tra Pd e Udc. Scricchiola il laboratorio

BRINDISI- Ideologie, diversità di vedute e prese di posizione. La maggioranza di centrosinistra al Comune di Brindisi si divide sulle unioni civili, o meglio sulla istituzione del registro delle coppie di fatto. La frattura è venuta fuori in consiglio  comunale quando non è passata la mozione presentata dal partito democratico perché i centristi hanno votato contro, ma le divisioni continuano anche in questi giorni a suon di comunicati stampa tra gli esponenti del partito democratico e quelli di Udc e Noi centro. A ritornare sulla mancata istituzione del registro è il segretario cittadino del Pd Antonio Elefante. “La classe dirigente di questa città, respingendo quell’ordine del giorno- afferma  Elefante- ha perso l’occasione di dimostrare maturità politica e una indispensabile predisposizione culturale che miri a salvaguardare la libertà e i diritti di tutti. Una parte della maggioranza ha espresso parere contrario, ma noi del Partito Democratico di Brindisi, intendiamo portare avanti con fermezza questa battaglia politica, sociale e culturale sperando che la nostra città possa rendersi interprete del cambiamento e del progresso anche in questa occasione, aspettando che la storia, così come per altre simili battaglie ci dia nuovamente ragione”. Elefante prende le distanze dagli alleati, in qualche maniera dice che il suo partito è diverso, e che già altre volte ha avuto ragione e lo ha dimostrato. A queste dichiarazioni non si fa attendere la replica dell’Udc con il consigliere comunale Massimo Pagliara. “Il gruppo Udc e Noi Centro ha votato in maniera compatta contro l’attuazione di un registro delle unioni civili- spiega l’esponente centrista- Si è ritenuto che tale formula, cosi come presentata in quella mozione, potesse rappresentare una scorciatoia pericolosa per aprire un varco a scenari diversi come, ad esempio, l’unione civile tra due donne o due uomini”.  Pagliara tira fuori le radici cristiane  e costituzionali del suo partito. “Il matrimonio religioso o civile- continua- rappresenta una garanzia di diritti e doveri che è elemento fondamentale della nostra costituzione italiana. Su questi argomenti dovrà esprimersi in primis il parlamento italiano indicando atti di indirizzo su come aprire a tante coppie, di sesso opposto ovviamente, che dalla loro unione hanno concepito dei figli, sempre considerando che il bene della famiglia è il bene per il paese. A proposito di tutela e garanzia, Udc e Noi Centro, come già avvenuto in altre regione e città italiane, hanno presentato un ordine del giorno, speranzosi che venga approvato nel prossimo consiglio comunale, nel quale si parla di quoziente familiare, ossia di politiche fiscali che abbiano alla base come soggetto imponibile non più l’individuo ma il nucleo familiare. Un esempio pratico sarebbe quello dell’esonero dalla “Tarsu”, dal pagamento delle mense scolastiche e degli asili, per tutti coloro che hanno un reddito Isee (Indicatore situazione economica equivalente), inferiore a 6.500 euro. Questo  sarebbe un segnale di forte civiltà culturalmente avanzata e di concretezza nei confronti di quelle famiglie”.

Il sindaco Consales prima del voto della mozione era intervenuto  in assise per dire che la decisione di ciascuno sarebbe stata adottata secondo la propria coscienza senza alcuna ripercussione tra gli equilibri della maggioranza visto l’argomento di carattere “etico”.  Ma quanto pare  la sua maggioranza non la pensa allo stesso modo.

Lu.Po.

 

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