Valutazione del danno sanitario, il termine per presentare il rapporto scaduto da un anno

INTERVENTO- Di recente l’Amministrazione Comunale ha richiesto con forza “ad Arpa, Asl e Regione la redazione del Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario…  anche sulla base del registro tumori regionale e delle mappe epidemiologiche sulle principali malattie a carattere ambientale”.

“Le criticità, in particolare, riguardano il PM10, il benzopirene e l’ozono…  stabilimenti industriali soggetti ad AIA che presentino il requisito aggiuntivo di essere fonte di IPA (idrocarburi policiclici aromatici), di produrre polveri o di scaricare reflui nei corpi idrici.

Parole da paura: “danno sanitario”, “elevato rischio ambientale”, “registro tumori”, “mappe epidemiologiche”, “carichi emissivi dei livelli di inquinamento”.

Ma cerchiamo di comprendere la nuova normativa.

Il Regolamento della Regione Puglia n. 24 del 3 ottobre 2012 approva le linee guida per l’attuazione della Legge Regionale n. 21 del 24 luglio 2012  (norme a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio sulle emissioni industriali inquinanti per le aree pugliesi già dichiarate ad elevato rischio ambientale).

Il Regolamento si applica ad una serie di aziende, particolarmente inquinanti e impattanti, individuate nell’Allegato C. Tra quelle insediate nel territorio di Brindisi vi sono, ad esempio, centrale Enel Federico II, Enipower, Edipower, Basell Poliolefine, Versalis, Sfir Raffineria di Brindisi, ma anche quelle del settore rifiuti operanti nella zona Autigno/Formica/Mascava.

In riferimento a tali società si prevede che l’Agenzia Regionale dei Servizi Sanitari, l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente della Puglia, e l’ASL  competente per territorio, devono congiuntamente redigere, con cadenza almeno annuale, un Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario (VDS), che costituisce una tappa fondamentale per valutare gli effetti ambientali e sanitari derivanti dall’esercizio delle aziende individuate.  

Eventuali criticità obbligherebbero gli stabilimenti sopra elencati a presentare alla Regione Puglia un piano di riduzione dell’inquinamento. Ed in caso di inadempienza la Regione Puglia potrebbe giungere ad ordinare la sospensione dell’esercizio del singolo stabilimento.

Il termine per redigere i rapporti di VDS, relativi alle Aziende localizzate nel Comune di Brindisi, è scaduto da oltre un anno (30 gg. dall’entrata in vigore del Regolamento: 3-10-2012).

Praticamente, senza il rapporto della VDS il Regolamento e la Legge Regionale, provvedimenti emanati senza alcuna copertura finanziaria e caricando di ulteriore lavoro Enti pubblici che hanno seri problemi di personale (specialmente di quello che dovrebbe “fare il controllo ai camini”),  rimangono buoni propositi da purgatorio.

Comunque, l’ARPA Puglia ha pubblicamente dichiarato che è in fase di completamento la VDS relativa alla Centrale a Carbone ENEL di Cerano.

C’è un fatto importantissimo. Alcune Aziende hanno impugnato al T.A.R. (Tribunale Amministrativo Regionale) il Regolamento Regionale notificando il ricorso anche al Comune di Brindisi. A tal proposito, sarebbe stato utile che l’Amministrazione Comunale si fosse costituita per difendere, assieme alle altre amministrazioni interessate (Regione, ARPA e ASL), il Regolamento Regionale che costituisce, ad oggi, l’unico strumento concreto per misurare gli effetti degli stabilimenti inquinanti sulla salute dei cittadini.

Un’ultima constatazione. Aldilà dell’importante procedura della VDS, che avrà i suoi tempi, per il “progetto industriale” di Termomeccanica (Società che voleva continuare a bruciare rifiuti speciali in zona ASI) è stato formulato un parere contrario con tanto di Delibera di Giunta. Un caso che assomiglia molto, per localizzazione e carico inquinante, al progetto di Edipower/A2A che vorrebbe bruciare derivati da rifiuti insieme al carbone.

…Per “esercitare in modo compiuto due diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione Italiana, il diritto al lavoro ed il diritto alla salute”, i metodi ci sono e come, a partire dalla redazione del “Piano dei Rischi di Incidente Rilevante”, strumento di cui il Comune non si è mai dotato, e a finire col nuovo “Piano Urbanistico Generale”, tenuto in cantina lasciandolo invecchiare.

Pierpaolo Petrosillo

 

 

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