Conti in rosso, ma il Comune dà un incarico da 55mila ad un avvocato e vota un super direttore per Multiservizi

BRINDISI –  (da Il7 Magazine) Conti in rosso al Comune di Brindisi. Un buco da tredici milioni di euro che l’amministrazione comunale intende colmare con un piano di rientro calcolato in dieci in anni. Il Comune  infatti ha aderito a quella che comunemente viene definita procedura di pre dissesto. L’ufficio finanziario è a lavoro per redigere il piano dei tagli e del contenimento della spesa che dovrà essere sottoposto alla Corte dei conti. Ma mentre da una parte si taglia, dall’altra l’amministrazione comunale prevede la istituzione di nuove figure professionali o firma incarichi a professionisti esterni che fanno lievitare le spese. Decisioni che in qualche maniera creano il malcontento all’interno della stessa maggioranza di centrosinistra e che vengono duramente contestate da parte dell’opposizione. Questo è il caso della Multiservizi, dove la maggioranza Rossi ha approvato nel consiglio comunale del 26 novembre scorso il nuovo statuto. Qui è prevista la istituzione di un nuovo direttore, un figura al vertice che dovrà organizzare il lavoro della società partecipata insieme all’amministratore unico Giovanni Palasciano. Per i consiglieri di centrodestra si tratta di una spesa inopportuna che si aggiunge ad una società in perenne difficoltà economica, alla luce anche del fatto che il sindaco Rossi non ha negato una ipotetica riduzione del personale. “Ho già avuto modo, in sede di governance – afferma la consigliere comunale di opposizione Carmela Lo Martire, ex assessore al Bilancio – di contestare la scelta dell’amministrazione di introdurre la figura del direttore nella Brindisi Multiservizi. In passato si scelse addirittura di nominare amministratore un dirigente comunale per economizzare lo stipendio dello stesso amministratore. Oggi, invece, si paga un lauto compenso a Palasciano (addirittura doppio, visto che riceve anche quello per l’Energeko) e si vuole pagare anche 100mila euro per un direttore. La politica faccia un passo indietro e nomini un amministratore che sappia svolgere anche le mansioni di direttore, controllando l’operatività del personale”. Lo Martire si riferisce al fatto che Giovanni Palasciano da ottobre, mese in cui è stato nominato anche amministratore di Energeko in questa fase di transizione sino alla fusione con Multiservizi, percepisce circa 4mila euro lorde solo per quella società che si sommano alle 38mila euro all’anno per Multiservizi. Per quest’ultima Palasciano ha chiesto anche nel 2019 ben 14mila euro di rimborso spese. Cifra che si sommaa all’indennità. Insomma in tempi di crisi per qualcuno basterebbe solo l’amministratore unico senza direttore. Intanto il 19 novembre scorso su Multiservizi era intervenuto lo stesso sindaco Rossi aveva detto che la  Bms non poteva continuare  ad operare come negli ultimi 15 anni. “Io ringrazio tutti quei lavoratori che si impegnano ogni giorno – aveva affermato il primo cittadino – e con tanta passione e dedizione svolgono servizi importanti per la città. Ma altri non hanno lo stesso impegno. Ci sono situazioni che non possono più essere sostenibili. Abbiamo oltre 40 addetti su 150 con certificazioni di ridotte capacità lavorative. Abbiamo 15 addetti che ricevono per invalidità trattamenti pensionistici. Abbiamo oltre 30 addetti con costo aziendale tra i 40 mila e i 68 mila euro l’anno. Costi e situazioni insostenibili. Per non parlare dei parcheggi. La Bms ha tutte le risorse per chiudere in pareggio il bilancio. Può farlo se tutti lavorano al costo giusto. Chi pensa che si possa continuare come in passato si sbaglia. Se qualcuno pensa che dobbiamo assumere 15 persone (aumentando i costi della BMS) per continuare con il vecchio andazzo si sbaglia. Le assunzioni ci saranno quando saranno risolti i problemi della Bms”. Tra i tagli dell’amministrazione è finita anche la vicenda Abaco. La maggioranza di centrosinistra, con il voto del consigliere comunale della Lega Ercole Saponaro, ha votato a favore dell’internalizzazione di una parte dei servizi per la riscossione tributi. Una scelta che sancisce il rischio della perdita del posto di lavoro per i 21 dipendenti Abaco, che il 29 novembre hanno assisto in aula all’approvazione. Momenti di forte tensione con contestazioni nei confronti del governo cittadino. Scene di disperazione di madri e padri di famiglia che dal 31 dicembre saranno senza lavoro. La delibera approvata prevede in particolare la gestione interna da parte del Comune della riscossione volontaria di Imu, Tasi, Tari, riscossione fitti attivi, relativi oneri condominiali e le sanzioni amministrative del codice della strada. All’agenzia esterna invece resterà solo la riscossione coattiva, il back-office e la lotta all’evasione fiscale. Sulla base di questi servizi il nuovo affidatario non potrà riassumere tutti e 20 i lavoratori. Il Comune invece farà un concorso pubblico per selezionare un massimo di quattro persone. Secondo i calcoli dell’ufficio finanziario con l’internalizzazione ci sarà un risparmio di 500mila euro all’anno. La Cgil e Cisl annunciano battaglia: “I benefici di questo spacchettato – afferma Claudia Nigro della Cgil – non sono al momento quantificabili e il prezzo sociale è altissimo”. Tutto questo per mettere a posto le casse del Comune. Ma intanto fanno discutere altre spese. Nello stesso consiglio comunale del 29 novembre in cui si è votata l’internalizzazione dell’Abaco, la maggioranza ha votato una variazione di bilancio urgente di 55 mila euro come acconto per un incarico legale ad un professionista esterno. Il Comune ha infatti affidato all’avvocato Ferdinando Silvestre la difesa per una causa civile promossa dal Consorzio Stabile ECIT (causa scaturita dalla revoca nel 2016 di un appalto nei lavori del raccordo ferroviario) nei confronti dell’ente pubblico per una parcella di 55mila euro. La giunta comunale aveva già approvato il provvedimento per l’affidamento al professionista esterno. L’assessore agli Affari Legali Masiello ha motivato l’esigenza di ricorrere altrove  a causa del corposo carico di lavoro ordinario degli avvocati interni e di concomitanti ed urgenti scadenze che impedivano una tempestiva ed efficace difesa visto che l’udienza era stata affidato per il 13 dicembre.

Lucia Portolano

 

Non Solo Pane

3 Commenti

  1. E’ mai posibile che tutti i politici di turno devno sempre essere ripresi per questi incarichi speciali,che di speciale poi non hanno nulla. Credo che a Brindisi ci siano giovani laureati che potrebbero ricoprire quei posti con uno stipendio di qualche migliaio di Euro,così si avrebbe un disoccupato in meno. Per concludere, evitiamo questi doppi stipendi che fanno solo ingrassare qualcuno e fanno morire di fame un’altro che ha sacrificato la sua vita per ventanni di studi senza avere un lavoro e uno stipendio.

  2. Questa Amministrazione continua nella gestione a carro armato e senza rispetto dei principi di democrazia, normativi e di regolamento anzi trovando anche qualche consigliere di opposizione pronto a sostenere particolari deliberazioni come quella relativa alla vicenda Abaco che ha visto il voto favorevole della Lega rappresentata in Consiglio da il sig. Ercole Saponaro peraltro dirigente di quel Movimento. Non è questa la sede per enucleare le ragioni che costringono l’Ente a restare nelle sabbie mobili non consentendo la realizzazione degli obiettivi desiderati dai cittadini e sperabile che possa accadere quanto prima in occasione di pubblico dibattito. Tuttavia appare doverosa una sola citazione sull’atavico male del Comune: il mancato rispetto normativo fra le funzioni attribuite all’Organo di programmazione (politico) e all’Organo di esecuzione (apparato burocratico municipale) con la disapplicazione delle irrogazioni dovute dagli organismi preposti sul controllo degli atti e gestione degli Enti Locali.
    Brindisi, 08/12/2019 Franco Leoci

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