Crisi delle botteghe, la libreria “Pupilla” resiste e dedica un angolo per la consultazione dei libri

Poseidone articolo
BRINDISI- (Da Il7 Magazine) Le piccole botteghe a rischio chiusura a Brindisi, ma c’è chi continua ad investire talvolta offrendo quei servizi che il pubblico non riesce a dare. E’ il caso di “Pupilla”, una libreria per ragazzi, dove tra libri e laboratori i bambini crescono e imparano. Da circa due anni la biblioteca provinciale è chiusa, dapprima inagibile a causa di un principio d’incendio e poi sottoposta a lavori di ristrutturazione iniziati ma mai completati. Accade così che sempre più spesso le famiglie che vogliono nutrire di cultura i figli si rechino in libreria, anche solo per sfogliare qualche pagina. “Qui abbiamo libri per ogni età, da zero a 16 anni- racconta la titolare Chiara Sergio- le famiglie che entrano nel mio negozio spesso ci restano anche per parecchio tempo, sfogliano gli albi, leggono libri e magari non hanno la disponibilità economica di acquistarli. Ma io li lascio fare. Come potrei negare ad un bambino la gioia di leggere una storia”. Pupilla, diventa, quindi una piccola biblioteca dove è possibile trovare libri su ogni tipo di argomento, dalle classiche storie a temi attuali, l’adolescenza, il bullismo, il lutto, l’amore, l’amicizia, le emozioni, solo per citarne alcuni, scritti in una chiave di lettura adatta ad ogni età. Accanto ai libri vi sono anche i laboratori, attività che stimolano all’apprendimento e alla conoscenza. “E’ trascorso circa un anno da quando ho inaugurato questo piccolo angolo di luce e colore, in una via secondaria della città. Sento di ver fatto tanto, tantissimo. Ho costruito reti e ponti, ho allacciato legami. Ho portato i miei libri negli asili nido, nella scuola primaria e secondaria. Ho ospitato in libreria i ragazzi delle scuole superiori, gli insegnanti, i coordinatori, i dirigenti, i genitori, gli scrittori, gli illustratori, qualche piccola casa editrice- dice Chiara-  Ho provato, in ogni modo possibile, a costruire fili di amore intorno alla lettura, condivisa, di valore, di qualità. E ancora mi sembra di non aver fatto nulla. Che tutto sia troppo poco, che questa città abbia bisogno di maggiore presenza, di maggiore sforzo. Penso ai nostri bambini, ancora orfani di una biblioteca dedicata, che si spera possa presto spiccare il volo. Orfani di una proposta culturale della possibilità, che possa offrire opzioni diverse, in contesti diversi, per stare insieme, festeggiare, fare semplicemente cerchio, non una tantum, ma sempre, non solo durante le feste, ma tutti i giorni. Bambini spesso, ahimè, orfani anche di biblioteche scolastiche e di libri, se non fosse per la buona volontà e dedizione di alcune insegnanti. In tanti vengono da me, anche solo per osservare, per sfogliare, per sentire il profumo dei libri. Alcuni hanno la possibilità di comprarli, altri no. Io li lascio fare, li osservo, provo a cercare insieme a loro un libro che possa risvegliare un sogno, un desiderio, una scintilla. E’ bellissimo sorprenderli a innamorarsi di un personaggio, di una storia, di un’immagine. In quei momenti mi sento in una posizione privilegiata”. Ma in questa bottega , Chiara non raccoglie solo soddisfazioni  deve anche fare i conti con le difficoltà legate all’essere una libreria indipendente. “Il lavoro del libraio non è propriamente una passeggiata. Soprattutto se sei solo. Ordini, fornitori, versamenti, rappresentanti, burocrazia, spese, tante spese -spiega- Le piccole librerie, e soprattutto,ma non solo,quelle indipendenti, risentono della crisi prodotta da Amazon, e finchè non ci sarà una legislazione che possa regolamentare gli sconti in tal senso, sarà sempre peggio. In tanti hanno chiuso i battenti quest’anno. Io resisto, ci provo. Ma invento ogni giorno un modo nuovo, un laboratorio, un’attività, un corso di formazione che avvicini anche gli adulti. E per farlo studio, studio tantissimo. E leggo, in media almeno un albo o un libro al giorno. Faccio le mie proposte, tramite i social, lascio le recensioni delle letture che mi hanno più appassionato. Condivido le emozioni che questi libri mi muovono dentro. Questo Amazon no, non può farlo. Dalla mia parte c’è solo il sentimento vero che mi lega a queste letture, ai libri che scelgo. La voglia di comunicarne il valore a chi mi sta intorno”. Leggere, toccare le pagine, annusarle, per Chiara, non ha prezzo. E’ qualcosa che ha a che fare con la bellezza.
“C’è qualcosa che si muove dentro, che apre una finestra e ti da ossigeno, speranza, vita -prosegue- E’ bello raccontarselo, parlarne. Come faccio con le mamme, i genitori, le insegnanti che sono parte di Pupilla, che le hanno permesso di vivere e sopravvivere durante questo primo anno di attività. A loro va il mio ringraziamento più grande per gli attestati di stima e fiducia quotidiani che mi regalano, venendo a scegliere e ad acquistare da me. Non è semplice, oggi siamo tutti distratti dalle cose veloci. Il libro è uno strumento che impone lentezza e ascolto, va in antitesi con la frenesia a cui ci sottoponiamo giornalmente”. Non è un lavoro semplice ma sapere di poter contribuire alla crescita di una comunità la gratifica. Tuttavia Chiara vorrebbe poter lavorare in sinergia con le istituzioni e sostenere un progetto comune. “E’ un viaggio difficile, ma è quello che ho scelto, e mi fa sentire utile ad una comunità, nel mio piccolo, con gli strumenti che posso offrire. La speranza è quella di fare anche altro, di fare meglio. Ma le cose belle non si fanno da soli-dice- A fine Marzo partirò per qualche giorno a Bologna per il Children’s Book Fair. E’ una fiera internazionale in cui si incontrano gli editori, gli autori, tutte le nuove proposte e vengono premiati i migliori romanzi, i migliori albi illustrati, le migliori produzioni per ogni categoria. Ci sono stata lo scorso anno, a pochi mesi dall’apertura. Sono rimasta due giorni a bocca aperta, mi sentivo Alice nel paese delle Meraviglie. Quest’anno sarà diverso, ho tante domande da fare. E voglio scegliere, le cose più belle, quelle che spesso qui non arrivano. Voglio conoscere i grandi, ma anche i piccoli editori che creano preziosi gioielli di letteratura. E voglio portarli qui. Ai bambini di Brindisi”.
Lucia Pezzuto per Il7 Magazine

Non Solo Pane

5 Commenti

  1. Se , per assurdo, a Brindisi vi fossero un centinaio di persone come la Si.ra Sergio, allora questa città sciagurata arresterebbe la propria corsa verso il baratro e ricomincerebbe, piano piano, la risalita. La risalita sopratutto dal quel baratro di atavica e diffusa infingarda ignoranza, stratificata nella società brindisina in tutte le fasce di età, ma tanto dannosa quando interessa i ragazzi, i bambini.Sopratutto questi ultimi, lasciati spesso ore ed ore davanti ad uno schermo tv che trasmette ( meglio: vomita) solo idiozie e monnezza . Genitori, acquistate un bel libro ai vostri figli, che parli di qualsiasi cosa ad essi possa interessare e ridate a loro il piacere di sfogliarlo, di leggerlo con attenzione e di fare tesoro di quanto letto. Ah, genitori, dimenticavo: qualche libro compratelo e leggetelo pure voi che Iddio solo sa , quanto ne avete bisogno…ma quanto !E a lei Sig.Sergio auguri per la sua attività e grazie per quanto fa per i nostri ragazzi.

  2. Il mercato del commercio al minuto è saturo di piccole attività le quali appena lavorano per coprire le spese giornaliere e sopravvivere dopo aver pagate le doverose tasse annuali. Ed è per questo che tanti giovani imprenditori in erba,rinunciano a perseguire il loro sogno imprenditoriale perché scoraggiati dalle enormi responsabilità e costi esageratamente gravosi.Ebbene si, è una dura realtà quella che ci si pone innanzi :lo stato vive proprio sulle attività commerciali ed anche l ‘ imprenditoria ed è anche questa,secondo me la causa principale della fuga dei cervelli dalle proprie famiglie di origine e dalla propria terra per andarsene all ‘ estero ed alla ricerca di un buon posto fisso e che rispecchi sia le loro aspettative, ma anche la materia per la quale hanno studiato una vita e conseguita la tanto sospirata laurea ed anche a pieni voti, ma anche questa ulteriore credenziale non basterebbe per una adeguata sistemazione lavorativa.specie i giovani freschi di studi, non vogliono accollarsi la responsabilità di un mutuo ventennale sulle spalle per aprire una attività in proprio ed accollarsi di primo acchito un grande carico di responsabilità e rischi quotidiani:vogliono tutto e subito e senza sacrificarsi per una vita intera. Forse sono cambiati i tempi, quando un mestiere oppure una arte, veniva tramandata di padre in figlio e per generazioni intere. Adesso parecchie mini imprese vengono assorbite dai grossi supermercati ed un giovane professionista preferisce trovare lavoro come manovale impiegato di Gdo e fare le sue otto ore lavorative quotidiane, timbrare il cartellino e dopo tornarsene a casa per godersi il dovuto riposo e soprattutto la famiglia. Maestro Luigi Gargarelli della WDC World Dancing Coencil of London Tess. N. 1600 – ITA INTERNATIONAL DANCING TEACHER PRESSO LA WDC WORLD DANCING COENCIL DI LONDRA.

  3. Bellissimo articolo, anche io mi sono chiesta dove sia questa libreria e l’ho cercata su internet: Via Achille Grandi n 2E, adesso possiamo andarci anche noi 😉

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