Olio non tracciabile, sequestri in cinque opifici

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BRINDISI- Olio non tracciabile, sequestri in cinque opifici. Con l’ inizio della campagna di produzione olearia, i Carabinieri Forestali in provincia di Brindisi hanno sottoposto a verifiche ambientali frantoi ed oleifici su tutto il territorio. Dall’ attività condotta, sono stati finora accertati 5 illeciti penali e 5 amministrativi (per importi complessivi di circa 3.000 euro di sanzioni), e si è proceduto al sequestro penale di aree in 5 opifici, e ad un sequestro amministrativo di un quantitativo di 3 quintali di olio di cui non era documentata la tracciabilità.

La campagna appena conclusa ha evidenziato risultati in linea con i controlli delle ultime annate, che impongono di non abbassare la guardia sui controlli di rispetto delle norme ambientali sul riutilizzo dei sottoprodotti della lavorazione delle olive e del trattamento delle acque di lavaggio e di vegetazione.

In diversi casi gli impianti hanno palesato deficienze strutturali nella raccolta delle acque meteoriche e nella separazione da quelle di lavorazioni, determinando sversamenti incontrollati dei reflui, in tal modo classificabili come rifiuti.

Le acque di vegetazione, provenienti dalla lavorazione meccanica, così come le sanse umide, possono essere utilizzate a fini agronomici, e quindi essere considerate, per la legge, dei sottoprodotti esclusi dalla disciplina dei rifiuti (Decreto Legislativo 152 del 2006), a condizione che siano rispettati alcuni parametri, come il quantitativo massimo (50 metri cubi di acque di vegetazione per i frantoi a ciclo tradizionale e 80 per quelli a ciclo continuo) per ettaro all’ anno, ad almeno 200 metri da centri abitati, almeno 300 da impianti di captazione di acque potabili, con divieto di spandimento su terreni allagati, gelati o innevati o con falda a meno di dieci metri di profondità.

Per l’ attestazione della sussistenza di tutti questi requisiti, la legge 574 del 1996 (ripresa in Puglia dal Regolamento Regionale 27 del 2007) prevede che il proprietario dei sottoprodotti (titolare del frantoio) debba comunicare al Sindaco competente e all’ ARPA (Agenzia per la Protezione Ambientale) entro trenta giorni dall’ inizio delle operazioni, l’ ubicazione dei terreni e le modalità con cui si intende effettuare lo spandimento, nonché, con una relazione tecnica asseverata, le caratteristiche geologiche, fisiche e chimiche del suolo e dell’ eventuale idrografia.

Il Gruppo Carabinieri Forestale di Brindisi, con i Comandi Stazione dipendenti di Brindisi, Ceglie Messapica e Ostuni, ha inteso così sottoporre a stretta sorveglianza un importante settore produttivo, tanto importante per l’ economia locale, quanto sensibile per gli effetti sull’ ambiente naturale e rurale.

BrindisiOggi

 

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