A Torino evacuazione solo per 10mila persone, Rossi chiede spiegazioni: ma è il Protocollo

Poseidone articolo

BRINDISI – A Torino per il disinnesco dell’ordigno bellico della seconda guerra mondiale è stata prevista l’evacuazione solo di 10mila persone quelle rientrati nell’area rossa, le altre 50mila della zona gialla potranno restare a casa, ma chiusi all’interno. A Brindisi invece i numeri si moltiplicano notevolmente nonostante la bomba sia simile ed anche con le spolette danneggiate. Qui ad evacuare devono essere in 53mila. E in queste ore i brindisini si stanno chiedendo per quale motivo l’operazione viene affrontata in maniera diversa nelle due città. Eppure anche a Torino la relazione sul disinnesco è stata compilata dal Genio Guastatori. Dubbi sono stati sollevati dallo stesso sindaco Rossi che ha chiesto spiegazioni in una riunione di ieri al comandante del Genio Guastatori di Foggia, il quale ha risposto che ogni ordigno ha la sua storia e che loro stanno semplicemente applicando il protocollo Nato. Il prefetto non intende spostarsi di una virgola. E in questi giorni si stanno susseguendo una serie di riunioni organizzative per affrontare il 15 dicembre. Le operazioni dovrebbero partire intorno alle 8, il comandante della Polizia locale Orefice consiglia ai brindisini di lasciare le proprie case qualche ora prima, già dalle 6,30.  Intanto dalle 5,30 non si potrà più entrare in città. Dovranno anche essere spostate tutte le auto e i mezzi nell’area interessata. È prevista anche l’evacuazione della Clinica Salus, che a breve bloccherà i ricoveri, del castello Svevo, del comando dei Carabinieri e della Questura. In questi luoghi resterà attiva solo la sala operativa e sarà presidiata l’armeria. In corso in questi giorni anche lo svuotamento del carcere con almeno 200 detenuti, ai quali si aggiungono 61 ai domiciliari. Tutto questo costerà al Comune di Brindisi 50mila euro, ai quali bisognerà aggiungere i costi della Prefettura per l’impiego della forze dell’ordine che arriveranno anche da altre città, e quelli per la protezione civile regionale con l’assistenza alla popolazione.

BrindisiOggi

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4 Commenti

  1. Una commedia all’italiana. Ma come la spiegano questa differenza ? tra due casi simili, nella stessa nazione,con stesse leggi e stessi tecnici preposti al disinnesco. La sola cosa diversa sono i mille km di distanza tra i due residui bellici.

  2. ma…non siamo tutti ITALIA? come mai i costi graveranno solo sul Comune di Brindisi? ma…la guerra era solo contro noi brindisini, e…chi risarcirà le attività commerciali all’interno dell’ANDROMEDA ferme da un mese? che….DIO CE LA MANDI BENE!!!!

  3. Dopo che saranno spesi 50 Mila euro chi pagherà le spese saranno solo i contribuenti con aumento di tasse…spazzatura per non parlare dei vigili che si accaniranno con le multe.Auguri a tutti ….anche in occasione delle festività….a tutto c’è un prezzo da pagare

  4. La spiegazione al quesito posto nell’articolo suppongo si debba trovare in un altro quesito: di che mezzi dispongono i reparti specialistici dell’esercito al Nord rispetto a quanto in dotazione ai reparti del Sud per fronteggiare situazioni simili? Per il resto questa vicenda è solo l’ennesima storia di ordinaria follia…… sgombrare perfino la Salus ed il carcere….. non commento. Mi arresterebbero e mi sottoporrebbero alla procedura “Cucchi”.

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