All’ex Capannone Montecatini, Drusilla Foer con “Eleganzissima estate”

BRINDISI- Drusilla Foer torna in Puglia con il suo “Eleganzissima estate”. L’attrice, cantante e autrice di successo, originaria toscana e da tempo icona di stile creata da Gianluca Gori sarà a Brindisi mercoledì 10 agosto alle ore 21.00 per la stagione estiva del Comune di Brindisi in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Lo spettacolo della Foer andrà in scena nel Capannone ex Montecatini. La biglietteria è attiva online su https://bit.ly/3OVvOTa e nei negozi fisici del circuito Vivaticket.

Chi è Drusilla Foer? Come è diventata un’icona di stile, l’elegante signora dai capelli bianchi e dagli occhi celesti che incanta il pubblico con un’interpretazione di “I Will Survive” profumata di notti newyorchesi? “Eleganzissima estate” è un recital in versione sempre rinnovata e aggiornata, con immagini evocative che appartengono alla vita trascorsa in Toscana, a Cuba, in America e in Europa. Una nuvola di capelli bianchi e un portamento da modella, altissima, magrissima, elegantissima e vestita con abito sexy, che dispensa sorrisi e sussulti con la leggerezza di un’icona, e chi ha già acclamato il suo spettacolo/performance giura che «le sue frasi irriverenti sembrano carpire i pensieri di ogni singolo spettatore liberandolo con rapidità sorprendente da ogni tabù o stereotipo».

Un viaggio fra gli aneddoti tratti dalla vita straordinaria di Madame Foer, costellata di incontri e grandi amicizie con persone fuori dal comune e personaggi famosi, fra il reale e il verosimile. Il recital, ricco di musica e canzoni dal vivo, rivela un po’ di lei. Il pubblico si trova coinvolto in un viaggio nella realtà poco ordinaria di un personaggio realmente straordinario, in un’alternanza di momenti che strappano la risata e altri di autentica commozione.  L’ironia e l’autoironia sono espressioni di intelligenza e classe. Sulla scena si muove come un airone dalle piume blu, i capelli argentei legati in uno chignon le incorniciano il volto aristocratico che lascia trasparire quadri di vita passata, che è tanta. Così, Madame Drusilla racconta episodi della sua vita di bimba cresciuta a Cuba, dove il padre era diplomatico, l’abitudine di nascondersi dietro le tende per spiare senza essere vista, il tango sensuale dei suoi genitori, il negozio di vestiti usati aperto a New York negli anni Settanta, un amico di Bruxelles che faceva musica con le cartine della cioccolata. E tra i ricordi canta, molto bene, Mina, Brel, Battiato, Iannacci, Renato Zero, Bowie, muovendosi sinuosa, allungando le ali nello spazio come ad afferrare la luce e la penombra che la circonda. Drusilla è un mistero che nessuno è riuscito a svelare, di lei neppure l’ombra su Wikipedia, è un personaggio che contiene mille altri personaggi, gioia e delizia di truccatori, stilisti e fotografi, che a volte si mostra eccentrica, a volte diva del cinema muto, ambigua, ironica, giovane e vecchia (mai adulta). Malgrado la nonna, da cui pare abbia ereditato pazzia e bellezza, le avesse raccomandato «Sii te». Niente di più allettante per una “eleganzissima” come lei. Un successo clamoroso e consolidato e ormai un format di culto, “Eleganzissima estate” va in scena in una versione rivisitata, arricchita di nuovi racconti e di nuove canzoni, fra le quali alcune inedite, che Drusilla interpreta dal vivo, accompagnata dai suoi musicisti Loris di Leo al pianoforte e Nico Gori al sax e clarinetto. «In Eleganzissima – ha spiegato Drusilla – cerco di raccontare, narrare ed espormi con il mio punto di vista sulle cose. Sono un’anziana signora che si prende il lusso di dire ciò che pensa, tipico di una certa età. Alleggerire, intrattenere far riflettere su temi su cui per prima sono pronta a cambiare visione. La grande popolarità la devo alla riconoscenza che il pubblico ha per le mie telefonate un po’ ciniche durante la pandemia, che hanno distratto per pochi minuti dal disastro che abbiamo vissuto. Poi le persone vengono in teatro e scoprono un aspetto intenso e conflittuale che forse non emerge dalle mie incursioni sul web. Il pubblico di Eleganzissima esce divertito e commosso. Il divertimento e la commozione sono alleati preziosi nelle nostre vite… e poi c’è la musica che tiene a braccetto questi sentimenti meravigliosi». E ancora: «La visibilità non può essere solo nutrita di vanità. Anzi. Quando qualcuno ti ascolta hai il dovere di essere leale. Il ruolo, e soprattutto il privilegio, dell’artista è sempre stato di poter mostrare al mondo la propria visione poetica, estetica, ideologica della vita. Ammiro gli artisti che lo fanno mettendo in tavola anche la loro vita privata e l’orientamento sessuale al servizio di battaglie importanti. È una scelta libera e qualsiasi essa sia occorre rispettarla. Io sono dell’opinione che bisogna esporsi quando serve. Sempre. Una nuova canzone che ho inserito in Eleganzissima parla di unicità, di apertura all’altro, di confronti e incontri, e suggerisce la modalità unica per costruire una società civile: l’ascolto».

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