Caro materiali: tra gare deserte e procedure sospese, a rischio paralisi il sistema paese e del pnrr

INTERVENTO/E’ di qualche giorno fa la notizia che il TAR Lazio, a seguito del ricorso presentato da ANCE e da altre imprese associate, ha sospeso, in via cautelare, la procedura di gara per l’affidamento dei lavori relativi al “Primo stralcio del primo lotto funzionale del Nuovo Porto Commerciale di Fiumicino – darsena pescherecci e viabilità di accesso al cantiere – prima Fase” – indetta il 23 marzo u.s., dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale, rinviando al 4 maggio prossimo per la trattazione della causa.

In particolare, l’Associazione aveva contestato, in sede di impugnazione, la congruità dell’importo complessivo a base d’asta (pari a quasi 43 milioni di euro), ritenendolo largamente sottostimato a causa dell’aumento eccezionale dei prezzi dei principali materiali da costruzione che, com’è noto, si è verificato negli ultimi tempi.

Si tratta, indubbiamente, di un primo importante risultato che ha visto riconosciuto un principio che ANCE ha sempre sostenuto, ossia che l’obbligo di aggiornamento dei prezzari non può essere assolto dalla committente in senso meramente formalistico – limitandosi ad adottare l’ultimo prezzario regionale utile – senza verificarne anche l’effettiva aderenza ai reali parametri di mercato.

Tale pronuncia rappresenta altresì un importante precedente che sconfessa la tesi – spesso sostenuta – secondo la quale la partecipazione alla gara costituisce, di per sé, un elemento a comprova della congruità dei prezzi di appalto.

Anche i tribunali amministrativi quindi, dopo l’ANAC, riconoscono il principio secondo cui solo un importo a base di gara congruo ed adeguato consente di proporre offerte serie e, di conseguenza, garantisce la massima concorrenza tra le imprese operanti nel settore. Se non può essere garantito l’equilibrio contrattuale, le gare devono essere sospese! Il caro materiali continua quindi a mietere vittime sul fronte dei lavori necessari a potenziare le infrastrutture del Paese. Si pensi anche alle gare andate deserte come, ad esempio, quelle per il ponte dei Congressi di Roma ( 146 milioni) e del consorzio Cepav 2 (66 milioni) per la realizzazione di una serie di lavori di armamento ferroviario sulla linea Brescia – Verona. Gli operatori non ce la fanno più, tra poco assisteremo al fallimento delle imprese alla perdita di lavoro di migliaia di lavoratori e alla paralisi dell’intero Paese! Come Associazione datoriale noi continueremo a vigliare su quanto accade e a tutelare quanto più possibile le aziende. In tal senso come ANCE Puglia abbiamo, per esempio, presentato istanza di riesame in autotutela della gara per il terminal di Grottaglie, chiedendo l’avvio di una nuova procedura che abbia la sostenibilità economica dell’appalto. Risulta, tra l’altro, alquanto singolare che la gara sia stata indetta proprio da una società, Aeroporti di Puglia SpA, partecipata dalla Regione Puglia. E proprio la Puglia è l’unica regione d’Italia ad avere un prezzario aggiornato al 2019, quando il mondo era totalmente diverso da quello attuale. Ne consegue evidentemente che tutte le progettazioni attuali sono da ritenersi inadeguate. Il tempo è finito. I provvedimenti attuati fino ad ora sono insufficienti sotto il profilo economico e temporale e non risolve il problema dei contratti in corso. Il Governo deve immediatamente compiere scelte necessarie ad individuare idonee soluzioni e, nel frattempo, anche le amministrazioni locali devono e possono assumere un ruolo decisivo! La politica si riappropri del ruolo che gli compete, lo chiede il paese!

 

Angelo Contessa – Presidente ANCE Brindisi

Cinque per mille AIL
Scuola Palumbo

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