Cocaina dal sud America a Brindisi, tentano di corrompere con 100mila euro un finanziere al porto: 7 arresti

BRINDISI- Centinaia di chili di cocaina , per un valore di svariati milioni di euro , in arrivo dalla Colombia transitavano nel porto di Brindisi per poi essere consegnati a Squinzano o in Aspromonte.

La Guardia di Finanza di Brindisi ha sgominato una organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti con l’aggravante della transnazionalità.

7.Sette i provvedimenti di custodia cautelare eseguiti tra il Nord Leccese e la Calabria, si tratta dei  fratelli Patrizio e Antonio Pellegrino ( 43 e 40 anni di Squinzano attualmente non reperibili), Vittorio Pezzuto e Francesco Pezzuto rispettivamente padre e figlio ( 71 e 48 anni di Squinzano),  Giuseppe Novello ( 34 anni calabrese), Stefano Condina (49 anni calabrese) e Camillo Alberto Marin Villa (colombiano attualmente non reperibile).

In particolare i fratelli Pellegrino sarebbero considerati dagli inquirenti molto vicini alla frangia leccese della Scu, al clan De Tommaso-Notaro.

L’operazione è coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce. Particolarmente gravi sono i reati contestati ai soggetti destinatari dei provvedimenti cautelari, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere transnazionale finalizzata a commettere più delitti di acquisto, importazione, trasporto, detenzione, distribuzione, vendita e comunque cessione di ingenti quantitativi di cocaina proveniente dal sud America.10.

20150331_114550Quattro gli episodi contestati dal gip Antonia Martalò, in alcuni casi si è trattato di un tentativo , in altri il carico è stato prontamente intercettato dai militari.

La cocaina viaggiava in container che  talvolta trasportavano banane , altre volte asparagi. La droga del peso totale di circa 100 chili era quasi sempre suddivisa in panetti che venivano occultati nel doppiofondo dei conteiner. Ogni carico aveva un valore di circa 4milioni di euro.

I porti attraverso i quali veniva introdotta la droga erano Brindisi, Gioia Tauro e Genova.

Tra le accuse contestate anche  la tentata corruzione nei confronti di un finanziarie al porto di Brindisi. Per far passare  cocaina per 4 milioni di euro i Pezzuto avrebbero offerto 100mila euro ad un finanziere.

Al vaglio dell’autorità giudiziaria la richiesta di sequestro di beni, la cui proposta è finalizzata alla confisca di 42 beni immobili, 3 beni mobili e 5 ditte individuali/società per un valore complessivo pari ad € 3.102.507,00.

Lu.Pez.

Cinque per mille AIL
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