Dopo la chiusura centro anziani sospeso anche il progetto di assistenza, il Comune non ha fondi

BRINDISI- Prima la chiusura del centro di aggregazione al quartiere Bozzano, ora lo stop del progetto promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, Brindisi tutto è tranne che una città a misura di anziani. Sarà perché alla fine di rumore non ne fanno poi tanto, sarà perché oramai qualcuno pensa che ci siano problemi più importanti di cui occuparsi, ma un dato è certo : gli anziani sono una risorsa e come tali hanno bisogno di qualcuno che abbia cura di loro. Dopo la chiusura del centro di aggregazione comunale  al quartiere Bozzano , le cui attività sono state sospese durante la pandemia e mai più riprese, ora il Comune sospende anche il progetto “Viva gli anziani” promosso dalla Comunità Sant’Egidio”. La motivazione ufficiale: mancanza di fondi. “Viva gli anziani” è un progetto di “monitoraggio attivo volto a contrastare l’isolamento sociale attivando e/o rafforzando le reti sociali presenti sul territorio. L’implementazione del Programma inizia a Brindisi con la firma del Protocollo di intesa con il Comune – spiegano – e, grazie anche al supporto economico di Enel cuore, in questi anni sono stati coinvolti e aiutati circa 800 anziani, tutti residenti nel centro storico cittadino”. Tra questi anche il papà di Luigi Esposito che nelle ultime ore ha scritto una accorata lettera indirizzata al sindaco della città di Brindisi, Giuseppe Marchionna, e all’assessore ai Servizi Sociali, Antonio Pisanelli. “Sono il figlio di una persona anziana ultra novantenne che vive da solo. Fortunatamente è ancora autonomo ed autosufficiente, ma vi posso assicurare che in città ci sono tanti vecchietti che non lo sono e che hanno bisogno di aiuto sia fisico che morale. In questi ultimi anni, a supporto di costoro, ha operato in citta il personale della “Comunità Sant’ Egidio” con il progetto “Viva gli anziani”, i quali, in punta di piedi, con garbo ed efficienza, sono entrati nelle nostre famiglie aiutando chiunque avesse un genitore anziano, facendo sentire la loro presenza con dei semplici gesti quali telefonate, visite, passeggiate, incontri, e qualsiasi altra cosa volta ad aiutare ed aggregare questi vecchietti brindisini. Questo servizio era patrocinato dal Comune di Brindisi e forse anche dalla Regione Puglia, ma dallo scorso dicembre non sono stati elargiti più i fondi necessari affinché potessero continuare nella loro opera”. Il lavoro del Programma si articolava essenzialmente in due modalità: il monitoraggio telefonico, svolto presso la sede operativa messa a disposizione dal Comune, in via Spagna 16 e il lavoro sul territorio per la verifica della situazione degli anziani che non sono raggiungibili telefonicamente a causa della mancanza del numero di telefono o perché irreperibili da diverso tempo. Ogni beneficiario era stato contatto, ad ognuno erano stati presentati gli obiettivi del programma,  così si era provveduto ad effettuare una prima verifica della condizione di fragilità ed erano stati messi in atto dei veri e propri percorsi individuali volti a rispondere alle necessità personali di ogni anziano. Ora immaginate quanto queste attività consentivano a queste persone di sentirsi vive. “Nonostante mio padre sia una persona riservata e schiva- racconta Luigi- era felice di partecipare , di prendere parte a queste iniziative. L’attività era cominciata già durante il periodo del Covid con l’assistenza al telefono, i volontari attraverso le telefonate quotidiane monitoravano gli anziani e si offrivano anche di svolgere anche alcune commissioni come andare a ritirare i medicinali in farmacia. Quando poi è stato possibile hanno cominciato a venire a casa e talvolta anche ad organizzare degli incontri con altre persone trascorrendo il tempo a chiacchierare, a giocare a carte, anche a mangiare. Mio padre, vedovo, ultranovantenne e solo in casa era felice di tutto questo”. Da qualche giorno, però tutto questo è stato sospeso, ad informare gli anziani sono stati gli stessi volontari. “Mio padre è una persona forte- dice Luigi- ma è inutile negare che ci è rimasto male. E’ giù per questa cosa e per alcuni versi deve ancora metabolizzarla. Frequentando queste attività aveva fatto amicizia e le sue giornate erano piene. Ora si sentirà un po’ più solo”.  Il supporto dei volontari per molte di queste persone era fondamentale oltre agli interventi di compagnia si occupavano  di disbrigo pratiche, di reperimento assistenti a pagamento e, soprattutto, di attivazione di tutti i servizi esistenti che mirano al supporto alla domiciliarità (Attivazione assistenza domiciliare, interventi presso il PUA, richiesta ausili, farmaci e spesa a domicilio). Una metodologia che prevedeva la creazione e il rafforzamento delle reti sociali formali (Asl, Comune, ecc) e informali (Famiglia, volontari, vicini di casa, ecc) che, messe in contatto fra loro, normalmente, garantiscono agli anziani più fragili la possibilità di essere assistiti presso il proprio domicilio, senza costi eccessivi per i singoli e per il servizio pubblico. “La Comunità Sant’Egidio, nonostante la mancanza di fondi- riferisce Luigi- ha continuato ad operare sul territorio con le proprie forze e risorse, ma, da qualche settimana, hanno smesso di essere presenti in quanto le queste sono terminate. Mio padre così come tanti altri anziani sono diventati tristi, si sentono soli e privi di quel punto di riferimento che aiutava loro a stare insieme e ad avere ancora una serie stimoli, semplici ma importanti per la loro condizione. Non sono certo io che devo ricordarvi che queste persone sono ancora parte attiva e fondamentale della nostra società, che nella loro vita hanno contribuito affinché fossimo quelli che oggi siamo e che hanno tutto il diritto di essere considerati, aiutati e tutelati non solo durante le campagne elettorali, ma ogni santo giorno della loro umile vita. Nelle altre Province questo servizio risulta essere ancora attivo e la nostra bella e amata città non deve essere additata ancora una volta per una ulteriore brutta pagina della sua storia”. A tutto questo si aggiunge anche la chiusura del centro di aggregazione al quartiere Bozzano. Se ne è parlato tanto prima e durante la campagna elettorale ma di fatto nulla è cambiato da tre anni a questa parte. Messe da parte le belle promesse restano i fatti.

Lu.Pez.

 

 

 

 

 

 

 

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