Finita in ospedale per le troppe botte, il fidanzato arrestato per sequestro di persona e sfruttamento della prostituzione

BRINDISI – Tre mesi di incubo per una ragazza, picchiata selvaggiamente e costretta a prostituirsi, arrestato il suo fidanzato, un brindisino di 26 anni, E.M. ( le iniziali del suo nome). L’ultimo episodio è accaduto ieri, 14 agosto, in un B&B di Lecce, la ragazza è ora ricoverata in ospedale per i numerosi traumi provocati dalle botte. I due vivono a Brindisi.

Nel tardo pomeriggio di ieri, gli agenti della sezione volanti della Questura di Lecce hanno arrestato, in flagranza di reato, M.E. per  sequestro di persona, induzione e sfruttamento della prostituzione, lesioni gravi, minacce e maltrattamenti, in danno della sua ragazza.

Una pattuglia si è recata   presso un B&B del centro storico, dove alcuni turisti avevano segnalato di aver udito la voce di una donna che chiedeva aiuto. Arrivati sul posto, l’attenzione dei poliziotti  è stata attirata da alcuni passanti che  chiedevano di intervenire subito perchè sentivano le urla di una donna che, poco prima, si era affacciata alla finestra con il volto tumefatto e sanguinante, che urlava e chiedeva aiuto, mentre un uomo l’aveva fatta rientrare afferrandola per i capellir.

L’uomo ha riferito agli agenti che non era nulla di grave e di aver litigato con la sua ragazza che era presente in casa. Ma la donna  si è presentata col volto sanguinante e tumefatto, gli occhi gonfi e  il resto del corpo ricoperto di ecchimosi.Alla richiesta di spiegazioni il 26enne ha detto che la sua ragazza era caduta accidentalmente.

Visto la donna in quelle condizioni gli agenti hanno chiesto l’intervento del personale del “118” che ha ritenuto di portala in ospedale avendo riscontrato diversi traumi alla testa.

Una volta allontanata dal compagno, la donna in ospedale ha denuncia l’uomo, ha raccontato agli agenti della volante d’aver già sporto denuncia il 7 agosto presso la Questura di Bari, a seguito di episodi di violenza con percosse  subite dal suo compagno, conosciuto circa tre mesi fa.

La relazione sentimentale, da subito si era dimostrata conflittuale per i numerosi episodi di violenza fisica e vessazioni di ogni tipo da parte di lui. La donna aveva anche deciso di lasciarlo, ma, tornata a Brindisi per recuperare i suoi effetti personali, presso l’abitazione del compagno, è stata letteralmente sequestrata e l’uomo le ha rubato i documenti per impedirle di fuggire.

Durante i tre mesi di relazione, la vittima era stata costretta anche a prostituirsi, i cui  annunci erano inseriti dal compagno, usando il telefono cellulare della donna di cui si era impossessato. L’uomo pubblicava gli annunci usando anche altri telefoni, nonchè la  postpay della donna per pagare l’inserzione e le scattava delle foto da pubblicare e conservare per poi ricattarla.

I contatti l’aveva portata ad incontrare uomini in diverse città anche del nord Italia.

Gli incontri erano in realtà una truffa in quanto, quando il cliente si presentava,  la donna si faceva dare il denaro che consegnava subito al compagno nascosto in bagno, il quale, dopo pochi minuti, usciva dal bagno, bussava alla porta e spaventava il cliente, mandandolo via .

Dopo aver subito le violenze già denunciate presso la Questura di Bari, la donna era stata indotta a ritirare la denuncia dopo una telefonata, durante la quale il compagno si era dimostrato seriamente pentito e le chiedeva di andare a Brindisi dove le avrebbe restituito le foto con le quali la ricattava, il telefono e i documenti.

Dopo la revoca della denuncia, l’uomo ha accompagnato la ragazza a Lecce ma, una volta giunti lì, la storia si è  ripetuta e la donna è stata condotta in un  B&B e picchiata fino all’arrivo della Polizia

Allo stato attuale, la donna è ancora ricoverata a causa delle gravi lesioni riportate, mentre M.E. è stato condotto presso la locale Casa Circondariale.

Cinque per mille AIL
Scuola Palumbo

1 Commento

  1. Aveva già sporto denuncia a Bari.. e perché non è stata aiutata? Le è andata bene che qualcuno con po di coscienza,di cuore e cervello ha chiamato aiuto dopo averla sentita urlare altrimenti adesso staremmo parlando dell ennesima vittima di violenza.E poi fanno tanta pubblicità ipocrita “denunci,chiedi aiuto”
    Lo fai e nn ti aiutano. Stavolta x ora è andata bene.

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