“Ho messo un punto al mio passato per ricominciare”, la forza di Fabiola campionessa italiana paralimpica

BRINDISI – (da il7 Magazine) “Se lo puoi sognare, lo puoi fare. A volte penso che doveva accadere tutto questo perché la mia missione era quella di lanciare questo messaggio”. Ha un sorriso travolgente, Fabiola Spalluto, mamma di 47 anni. Dal 2013 ha cominciato una nuova vita. Pochi giorni fa ha portato casa il titolo di campionessa italiana di pesistica paralimpica nella disciplina di distensione con panca. Il 15 giugno del 2013 in un tragico incidente stradale ha perso l’uso delle gambe, e vive su una sua sedia a rotelle. Era a bordo della sua Harley Davidson insieme al marito, l’aveva acquistata dopo anni, era sempre stato il suo sogno. Avevano deciso di partecipare ad un raduno a Roma per la visita al Papa. Ma all’uscita di una galleria il sogno si è infranto, un’auto ferma per strada improvvisamente ha svoltato nel senso opposto in cui segnalava la freccia e nell’incidente sono rimaste coinvolte 8 moto, ma lei e suo marito hanno avuto la peggio. Fabiola è rimasta 10 giorni in coma, poi la terapia intensiva e sei mesi di riabilitazione, ma per le sue gambe non c’era più nulla da fare. Aveva 40 anni, Giulia sua figlia solo 8 e il più grande Matteo ne aveva 14. “E’ stata dura – dice tra la commozione – non ho sentito i miei figli per tanto tempo. Non riuscivo a parlare a dire qualcosa. Poi ho capito che solo io potevo salvarmi. Toccava a me e a nessun altro. Ho tirato fuori tutta la forza che avevo”. Lo sport l’ha sempre accompagnata, a 25 anni si era classificata prima assoluta nelle gare di Body Building nel sud d’Italia. Durante i mesi di riabilitazione nel centro di Montecatone è stata coinvolta in tante disciplina in carrozzella: tennis, ciclismo, tiro con l’arco. “Il tennis è quello che mi è sempre piaciuto – spiega – ma a Brindisi non ci sono campi attrezzati per le disabilità. Ho scritto anche una mail a Flavia Pennetta sperando che potesse fare qualcosa ma non ho mai ricevuto risposta”.  Ha una grande forza Fabiola, e non solo perché riesce a sollevare 53 chili di bilanciere, ma lo è nella vita, nella sua quotidianità. “Non è stato facile ricominciare tutto – dice – non prendiamoci in giro. Ma oggi tutto ha un’importanza diversa.  È inutile piangersi addosso, a volte ci si ferma davanti alle stupidaggini,  ma poi ti rendi conto che le cose importanti sono altre. E le vittorie si possono avere anche solo guardando le cose quotidiane. Il segreto sta nell’iniziare. Io ho messo un punto al mio passato, anche se a volte ritorna, e faccio fatica a riconoscermi anche nei miei ricordi Facebook”. Si allena in palestra almeno tre volte a settimana per circa due ore, con l’aiuto della sua istruttrice Patrizia Messina. In poco tempo ha fatto passi da gigante, ne ha bisogno per la circolazione. A volte è riuscita a stare in piedi per qualche minuto sulle sue gambe, ma la sua forza ora è concentrata nelle braccia, oltre che nella sua voglia di vivere e di donare agli altri. “Un giorno ho incontrato Patrizia per strada – racconta – e mi ha invitato nella sua palestra, da allora non ci siamo più separate. Lei mi sprona ad andare avanti. Qualche tempo fa ha postato un video dei miei allenamenti su Instagram e il presidente Fipe l’ha contatta. Questa ragazza ha una grande forza di volontà che ne pensi di farla gareggiare, le ha detto. È così è iniziata questa nuova avventura. Ma sono solo all’inizio. Ora penso alle internazionali e gli allenamenti diventeranno più assidui e faticosi. Ma ormai non mi fermo. Quando mi metto in testa qualcosa vado sino in fondo”. La vita di Fabiola è cambiata completamente, prima faceva la commessa in un negozio di abbigliamento, aveva una casa a due piani e andava in giro con quella moto tanta sognata. È riuscita però a trovare un’altra dimensione ed anche autonomia. “Non appena sono rientrata casa dopo sei mesi di riabilitazione – aggiunge – ho deciso che non volevo essere un peso per nessuno. Ho preso la patente speciale ed ho comprato un’auto, e nelle belle giornate esco solo con la carrozzelle alla quale è stato montato una specie di volante: vado in palestra, faccio la spesa. Per il resto devo ringraziare i miei figli che mi hanno dato la forza, e il mio meraviglioso marito, che non solo mi supporta ma anche mi sopporta. Non è facile starmi accanto. Tante altre miei amiche sono state lasciate, io invece ho trovato tanto amore. Ferruccio (il marito) ha persino accettato di avere i gatti in casa, che io adoro”. Fabiola ci tiene a precisare che  non è tutto rosa e fiori. “C’è tanta  ignoranza in giro, non c’è rispetto da parte di alcune persone. Ma si può fare, con fatica e difficoltà si fa. Insomma tante volte barcollo, ma non mollo”. Ed ora Fabiola è pronta ad allenarsi per la nuova sfida: vincere le gare internazionali.

Lucia Portolano

Non Solo Pane

3 Commenti

  1. Una donna del genere, merita ogni attenzione e rispetto. In qualità di Coordinatore Nazionale progetti scolastici della Federazione Italiana Tiro a Volo, vorrei invitarla a cimentarsi in un altra disciplina sportiva. Arrivare a “rompere” un piattello è una emozione indescrivibile che aiuta a trovare nel proprio “io” una grande forza e concentrazione.

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