Il cimitero si amplia e la comunità musulmana chiede un’area per la sepoltura

BRINDISI- Il cimitero di Brindisi si amplia e la comunità musulmana chiede un’area per la sepoltura. Il progetto di ampliamento del cimitero di Brindisi è tra le opere previste nel  Documento Programmatico Preliminare propedeutico al PUG, Piano Urbanistico Generale, che riprende in grandi linee quello adottato nel 2011 durante l’amministrazione Mennitti. L’area interessata è contigua al cimitero di viale Arno dove saranno disponibili 65 nuovi lotti, tutti di 12 metri quadrati. La concessione avrà durata 99ennale, salvo rinnovo. Le scorse settimane è stato pubblicato l’avviso per le richieste da parte dei cittadini interessati alla concessione. E’ stata stilata una prima graduatoria ed appena partiranno i lavori si passerà all’assegnazione. Il Comune sta aspettando le autorizzazioni necessarie per procedere . Il progetto è stato validato lo scorso 8 marzo  e l’importo complessivo dell’appalto compresi gli oneri di sicurezza, ammonta ad  138.905,98 euro. Coloro che avranno assegnato il lotto dovranno versare l’intera somma dovuta, nonché le spese contrattuali previste, ed esibire la relativa ricevuta di versamento, entro 45 giorni. Inoltre entro un anno dalla stipula del contratto il concessionario dovrà presentare il progetto esecutivo per la costruzione della sepoltura priva alla ripartizione Urbanistica Assetto del territorio. Sempre entro un anno dalla data di rilascio della concessione edilizia, dovranno iniziare i lavori di costruzione. Gli stessi dovranno essere ultimati entro un anno. Nel frattempo giunge a Palazzo di Città un’altra richiesta , questa volta da parte della Comunità Musulmana “La Solidarietà” che chiede all’amministrazione comunale di poter avere in concessione un’area , possibilmente di 30 metri per 40 metri, da destinare alla sepoltura dei mussulmani . “Siamo perfettamente integrati con questo territorio e siamo cittadini italiani- dice la Comunità Musulmana- per questo vorremmo un’area cimiteriale per dare sepoltura ai nostri cari secondo la nostra religione”. Oggi sul territorio di Brindisi sono oltre cento le persone che praticano la fede musulmana e per questo vorrebbero anche un cimitero dove poter seppellire i morti secondo rito.  La tomba di un credente musulmano, infatti,  deve essere posizionata perpendicolare alla Mecca in modo che il defunto, posto nel feretro sul lato destro, si trovi di fonte alla Mecca. Inoltre anche nella celebrazione del rito funebre vi sono dei passaggi che vanno rispettati e per i quali si chiede riservatezza, per la durata della sepoltura, i partecipanti recitano una preghiera e alla fine ognuno di loro getta una manciata di terra nella tomba, che deve essere semplice. Ad oggi non vi sono persone musulmane tumulate nel cimitero di Brindisi, e se ve sono  si tratta di un numero davvero esiguo. Le famiglie musulmane non avendo un area dedicata per i loro defunti preferiscono, allo stato attuale, trasferire le salme nel loro paese d’origine con grande dispendio di denaro. Un viaggio simile costa tra i 20mila e i 25mila euro. “Noi vogliamo pagare e seppellire in Italia i nostri defunti- dice la Comunità Musulmana- viviamo e lavoriamo qui, contribuiamo a far crescere l’economia di questo paese e ci sentiamo cittadini italiani. E’ giusto avere anche un cimitero che rispetti la nostra religione”. Al momento la richiesta è al vaglio dell’amministrazione comunale, nelle prossime settimane si avrà una risposta ma intanto si aspettano quelle autorizzazioni necessarie per far partire i lavori di ampliamento.

E’ stata , invece, accantonata , almeno per il momento l’idea di creare dei forni  crematori. Qualche anno fa il Comune di Brindisi stava valutando la realizzazione di uno o due inceneritori. Il progetto di per sé era semplice ma incontrava un unico ostacolo: la location. Per legge i forni crematori si devono realizzare nelle aree cimiteriali ma comunque a una certa distanza dai luoghi abitati.  Il cimitero comunale di Brindisi , invece, è inserito nel contesto urbano e non era di sicuro possibile pensare di realizzare gli inceneritori a due passi dalle abitazioni. La legge, tra l’altro, che disciplina la realizzazione di questi impianti è chiara: “la costruzione di un impianto crematorio deve essere sottoposto ad autorizzazione del Prefetto con consenso dell’ufficiale sanitario. Il progetto del forno deve essere corredato dalla relazione dell’ufficiale sanitario in cui si illustrano le caratteristiche ambientali del sito e quello tecnico-sanitarie dell’impianto e dei sistemi di abbattimento dei fumi e delle esalazioni. L’esecuzione della cremazione deve essere eseguita da personale specializzato”. Oggi, l’ufficiale sanitario è una figura che non esiste più e le sue funzioni sono passate direttamente alle ASL (Agenzie Sanitarie Locali). Restando validi e attuali i principi sulle emissioni dei fumi, la scienza moderna ha contribuito a migliorare la tecnica sulla messa a punto di impianti crematori che rispettino i parametri di rispetto ambientale relativa alla combustione e incenerimento di rifiuti. In tutti gli impianti deve essere, infatti, adottato – per i fumi in uscita dal post-combustore – un sistema di rilevazione e registrazione della temperatura e della concentrazione di ossigeno libero. La legge dice ancora che “per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, il riferimento è il D.P.R. 915/82 che demanda alle Regioni la determinazione dei valori ammissibili per le varie sostanze inquinanti”. Così per aggirare l’ostacolo, il Comune pensò addirittura di realizzare gli impianti crematori in un’area Zes,  un’area attrezzata alla zona industriale. Accadeva nel 2019, poi non se ne è più parlato. Un peccato se si pensa che la costruzione dei forni crematori si sposa con l’idea che l’utilizzo di questi impianti in qualche modo potrebbe costituire un risparmio in termini di spazio e denaro. Spazio perché se i parenti del defunto scelgono la cremazione si avrebbero un maggior numero di loculi a disposizione per chi ne facesse richiesta, denaro perché questo tipo di intervento costa molto meno di una concessione per un loculo. Mentre attualmente l’impianto di cremazione più vicino alla nostra provincia si trova a Bari, qualcuno si sposta anche a Napoli.

Lucia Pezzuto per Il7Magazine

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