Manovre per il Rossi bis, discussione in atto: Cannalire verso l’assessorato all’Urbanistica

BRINDISI – (da il7 Magazine) Ritira le deleghe, azzera la giunta ed annuncia che tra qualche giorno comunicherà la nuova squadra di governo. Al momento infatti non c’è. Il sindaco Rossi con una mossa mostra tutte le difficoltà all’interno della sua maggioranza, che nelle ultime settimane si è mostrata divisa e in imbarazzo su diversi temi. Gli attriti e i distinguo tra Brindisi Bene Comune (partito del sindaco) e il Pd (primo partito della maggioranza) sono davanti agli occhi di tutto. Dalla questione dell’ impianto Edison da realizzare a Costa Morena alle vicende legate ad una possibile soluzione per sanare le case nelle contrade. A questo si aggiunge l’iter a rilento del Pug (piano urbanistico generale). Ed il dito di contestazione del partito democratico sembrerebbe proprio puntato contro l’assessore all’Urbanistica Dino Borri, voluto da Rossi. Secondo i democratici le politiche intraprese da Borri sarebbero troppo intransigenti e bloccherebbero le opere e le attività. Il suo nome  è in bilico. Ma questo crea un profondo imbarazzo al sindaco che ha fortemente voluto l’urbanista che interpreta a pieno le sue idee, e quelle del suo gruppo politico.

In realtà la nascita di un nuovo esecutivo era ormai atteso da tempo. Da mesi in giunta mancano due tasselli importanti per l’attività politica amministrativa. È scoperto da luglio l’assessorato alla Programmazione economica, dopo che Roberto Covolo ha dato le sue dimissioni per candidarsi a sindaco di San Vito dei Normanni. Una candidatura che lo ha visto sconfitto, e qualcuno oggi parla di un suo ritorno nel Rossi bis. Questa scelta, che potrebbe essere interpretata come puro opportunismo, fa storcere il naso a molti. Ma Covolo ha escluso un suo possibile ritorno.

È vacante da novembre  anche l’assessorato al Bilancio, dopo che Cristiano D’Errico ha sbattuto la porta in disaccordo con Rossi sul bilancio di previsione. A tutto questo si aggiunge una modifica all’interno della scacchiera delle forze politiche di maggioranza, ormai cambiata rispetto al giorno dell’insediamento. In questi due anni e mezzo infatti, è scomparso il gruppo di Leu, due dei tre consiglieri eletti, Alessandro Antonino e Antonio Manfreda hanno costituito il gruppo Impegno per Brindisi, mentre Giuseppe Massaro è entrato nel Pd insieme a Livia Dell’Anna che era stata eletta in Ora tocca a noi. Hanno lasciato il partito democratico per confluire in Italia viva invece Alessio Carbonella e Lorenzo Guadalupi. Mentre Brindisi Bene Comune ha mandato via Marco Vadacca che aveva preso più volte le distanze dalla scelte politiche del partito del sindaco.

La nascita dei nuovi gruppi richiede una nuova  rappresentanza in seno alla giunta. Un esecutivo che fosse rappresentativo dei nuovi equilibri. Ma a quanto pare il sindaco ha azzerato prima che fosse trovato un accordo. Un messaggio ai suoi, pur consapevole che nessuno vuol andare via e far terminare prima questa legislatura. D’altronde hanno tutti votato il bilancio di previsione “lacrime e sangue”, documento contestato da più fronti: non solo dall’apposizione, ma anche dai sindacati.

 “Giunto a metà del mio mandato di sindaco – ha detto Rossi – ritengo sia opportuna ed utile una riflessione su quanto è stato realizzato delle linee programmatiche condivise dalla maggioranza e su quanto si vuole ancora fare insieme. In questi due anni e mezzo abbiamo, tutti insieme, affrontato molti problemi, alcuni particolarmente spinosi, sempre orientati al risolvere questioni annose senza delegare responsabilità, senza tirarci indietro, senza rinunciare a prendere decisioni difficili – aggiunge il sindaco – Ritengo doveroso, sulla base del percorso che ancora ci attende, rafforzare con tutte le forze di maggioranza gli obiettivi programmatici della seconda parte del mandato”.

Nel frattempo il sindaco ha aperto anche ai 5Stelle, in chiaro stile nazionale. Ma a livello locale i tre consiglieri pentastellati non hanno alcuna intenzione di condividere il percorso con la maggioranza, avendo più volte contestato scelte e modi.  Ringraziano il sindaco e rifiutano l’invito. “Siamo fermamente convinti – affermano Gianluca Serra, Tiziano Motolese e Paolo Antonio Le Grazie – che un progetto politico come quello di cui si sta parlando in questi giorni non possa nascere da un’operazione verticistica da parte del sindaco, senza una reale condivisione di temi ed obiettivi e, soprattutto, senza che questo progetto sia approvato dagli elettori brindisini. Apprezziamo comunque l’intenzione di ricreare a livello locale una compagine politica che a livello nazionale, come ha dimostrato il Conte 2, si è proposta come valida alternativa alle destre. Inoltre, suona surreale la proposta di un assessorato, peraltro nemmeno avanzata dal sindaco in prima persona, all’ex consigliere regionale Gianluca Bozzetti, da sempre osteggiato dall’amministrazione locale per le battaglie condotte sul territorio”.

A quanto pare rappresentanti della maggioranza avrebbero fatto pressioni direttamente con esponenti nazionali dei 5Stelle per un accordo su Brindisi. Al Movimento locale questo non serve, qualora mai dovesse arrivare qualcosa di positivo dal governo nazionale per la città potrà  pur sempre mettere il cappello anche senza far parte di una maggioranza, che ha sempre contestato e che naviga in cattive acque dopo la scelta del piano di pre dissesto.

Intanto in questi giorni per uscire dall’empasse sono in corso incontri tra le forze di centrosinistra, mentre il Pd ha convocato per il 7 marzo l’assemblea del Partito. La nuova giunta è attesa per la prossima settimana. Una possibile ripartizione prevede un assessorato a ciascuna forza politica, tre al Pd (che conta 11 consiglieri) e uno in quota al sindaco. L’esecutivo dovrebbe essere composto tra tre assessori indicati dal Partito democratico, uno da Brindisi Bene Comune, uno da Ora tocca a noi, uno Impegno per Brindisi, uno da Italia viva e uno dal sindaco, sempre che questi non decida di portare la giunta a nove assessori. Possibilità che all’inizio della legislatura lo stesso Rossi aveva escluso per giustificare la spesa del suo staff composto da due persone.

Oltre a Dino Borri sarebbe a rischio l’assessore Oreste Pinto, ed in bilico Roberta Lopalco, tecnico assessore all’Ambiente, anche lei scelta dal sindaco. Facendo due calcoli potrebbero arrivare circa quattro nuovi assessori. Per Impegno per Brindisi si fa il nome di Massimo Vitali, primo dei non eletti della lista di Leu. Nomina vicina al sindaco di Mesagne Tony Matarrelli. Nel Pd invece potrebbe entrare al posto di Pinto il segretario cittadino Francesco Cannalire, che da tempo avrebbe velleità di diventare assessore.  Il segretario democratico potrebbe essere il nuovo assessore all’Urbanistica, e qualcuno dice che Cannalire manterrebbe anche il suo attuale ruolo nel partito. Un’ambiguità che entrerebbe in conflitto con le regole della politica.

Mentre sarebbero riconfermate le altre due democratiche Tiziana Brigante e Isabella Lettori. Si attende il nome di Italia Viva così come quello di Ora tocca a noi, sempre che questa forza politica non dovesse rinominare Covolo. Non si esclude comunque l’ingresso del consigliere di Ora tocca a noi Giulio Gazzaneo. Confermato invece Mauro Masiello (per Brindisi Bene Comune), l’avvocato era stato eletto consigliere, mandarlo a casa significherebbe metterlo completamente fuori alla porta. Il problema resta il nodo dell’assessore al Bilancio, le forze politiche hanno difficoltà ad accettare come unico incarico un assessorato così rognoso, e molto impopolare.

Lucia Portolano

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