“Non ho puntato il fucile contro il carabiniere e lui non mi ha intimato l’alt”

BRINDISI- Ha ammesso il coinvolgimento in entrambe le  rapine, quella alla gioielleria “Fischetti” e quella alla tabaccheria in via Tevere a Brindisi, consumate il 25 gennaio scorso,  ma ha negato di aver puntato il fucile contro il carabiniere che poi ha fatto fuoco ferendolo di striscio alla tempia. Antonio Mangiulli, incensurato , 27 anni di Brindisi, è stato interrogato questa mattina dal gip del tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, mentre è ancora piantonato in ospedale.  Mangiulli, difeso dall’avvocato Simona Ermanno, si è  mostrato estremamente collaborativo.

“Al mio assistito era stata contestata solo la rapina alla tabaccheria- ha detto l’avvocato Ermanno- ma lui ha deciso di collaborare ed ammettere le sue responsabilità anche nella tentata rapina alla gioielleria “Fischetti”. Questo tuttavia non è servito poiché il giudice non ha concesso i domiciliari così come avevamo chiesto ma ha confermato la misura cautelare in carcere”.

Mangiulli davanti al giudice racconta la sua versione dei fatti. Quella sera insieme ad Emilio Valenti, 25 anni censurato,  anche lui sottoposto all’interrogatorio di garanzia questa mattina,  esce da casa ed entra nella Croma bianca, alla guida c’è una terza persona che dice di non conoscere, il terzo complice tutt’ora ricercato e di cui non si conosce l’identità.

“Mangiulli nota sul sedile dell’auto il fucile a canne mozze, è consapevole di andare a commettere un crimine ma non si rende conto- racconta l’avvocato-  di quelle che saranno le conseguenze. In quel momento è disperato perché non ha un’occupazione”.

Il 27enne lavora saltuariamente presso il mercato ortofrutticolo a Sant’Angelo.

“Durante la rapina in gioielleria Mangiulli- spiega l’avvocato- è seduto in auto ed aspetta i complici. Tutto precipita in pochi minuti. I due escono correndo e saltano in auto,  poco dopo si recano in via Tevere”.

Nella rapina alla tabaccheria, a rimane in auto è il terzo complice quello che entrambi Mangiulli e Valente negano di conoscere.

Mangiulli e Valenti entrano nell’esercizio commerciale.

“Qui Valente passa il fucile a Mangiulli, che non ha mai toccato un’arma in vita sua- dice l’avvocato Ermanno riferendo la versione del suo assistito-  quando Mangiulli esce dalla tabaccheria si ritrova faccia a faccia con il carabiniere, il fucile che ha tra le mani è puntato a terra, il militare non dice nulla e spara”.

Mangiulli quindi nega che il carabiniere gli abbia intimato l’alt e poco dopo si ritrova in manette con una ferita alla tempia.

“La famiglia è arrabbiata per questo- aggiunge l’avvocato Ermanno- credono alla versione del giovane”.

Non ci crede però il gip che invece ha respinto la richiesta dei domiciliari fatta dall’avvocato Ermanno perché ha ritenuto la versione dei fatti riportata da Mangiulli “non attendibile” per cui ha convalidato l’arresto e la misura cautelare in carcere.

Lucia Pezzuto

2 Commenti

  1. Oddio, un rapinatore che che dà una versione diversa dalla polizia! Come non credergli? Il gioco delle parti. Ognuno lo svolge diligentemente. L’avvocato si adopera a difesa raccontando la favola triste del “giovanesottoccupatochedevepurvivere” Il rapinatore: dice che non ha mai preso un fucile in mano in vita sua. Ingenuo. Avrebbe dovuto appendersi un cartello al collo. Ho letto da qualche parte che si è anche pentito, come non credergli? Peccato che si è pentito quando è stato preso. Non si è pentito dopo la prima rapina. Si sarebbe pentito dopo la seconda se non l’avessero arrestato? Il pentito è quello che dopo il reato si costituisce. Noi “genteperbene” siamo al di sopra delle parti? Macché. Forse i ragazzi erano stanchi di arrancare, di essere ai margini, di essere diversi. Nel senso vero del termine: alienati. E si sono ribellati. O la va o la spacca! Ci hanno provato, a rubare. Ma hanno sbagliato metodo: lo hanno fatto alla luce del sole o della luna. Dovrebbero informarsi in giro…

  2. Il colpo esploso dal carabiniere e solo la dimostrazione che questi gesti di violenza inaudita non sono piu tollerabili dalla popolazione locale e dalle forze dell ordine.. vicini al carabiniere e distanti dai prepotenti..piu mezxi piu uomini e piu risorse a carabinieri polizia e guardia di finanza

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