Porto, Guadalupi: “Serve una città sveglia e unita, grave l’assenza del sindaco e della Regione”

INTERVENTO ( di Adriano Guadalupi, agente marittimo, rappresentante Fedespedi) Nel ringraziare il Propeller Club Port of Brindisi per la importante giornata di studio e per la particolare attenzione sempre mostrata dal Sottosegretario On. Bellanova nei riguardi del nostro porto, come pure ringrazio i relatori intervenuti di alto valore professionale in tema di portualità italiana. Come rappresentante di Fedespedi, in seno al Tavolo di Partenariato dell’AdSP del Mare Adriatico Meridionale, mi preme rappresentare alcune considerazioni. La prima è la sostanziale assenza dell’Amministrazione Comunale e della Regione: il porto di Brindisi non ha bisogno dei saluti del Sindaco e del Presidente Emiliano: si aspetta da questi una responsabilità strategica per avallare lo sviluppo organico di questo porto e non solo parole di convenienza. In varie circostanze ho segnalato a chi di competenza il pericolo che la fase di decarbonizzazione in atto nel territorio brindisino possa determinare una recessione sia dei traffici portuali che con le ricadute negative per le famiglie di lavoratori già fragili. Lo scrivente ha sempre sottolineato la difficile politica portata avanti dall’amministrazione cittadina nel combattere – sotto l’ombrello di un falso ambientalismo – una re-industrializzazione del porto di Brindisi. Autorevoli esponenti, l’altro giorno durante il convegno, hanno rimarcato che un “porto green” è a tutti gli effetti un porto industriale nel senso moderno del termine e mi riferisco alla nascente “Economia circolare”. Ho sempre avuto fiducia nell’adozione del Sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale e nell’azione del presidente Patroni Griffi nel portare avanti un vasto numero di interventi infrastrutturali in grado di rendere più attrattivo il porto di Brindisi per nuovi traffici, oltre che di consolidare i traffici esistenti. Come pure di proporre una promozione più mirata nel sostenere il segmento delle ro-ro e ro/pax oltre ad un impegno più incisivo in quello delle crociere (che sicuramente non è solo per un posto d’accoglienza – container – ritardato nella sua realizzazione – oltre due anni – che le cruise liner non hanno scalato il nostro porto, ma per altri e più strategici interventi su altri porti del Sistema).  Il porto ha bisogno – è vero – di stazioni marittime, terminal ma soprattutto accosti e di dragaggi: opere già sostenute da adeguati finanziamenti e si aspetta l’avvio; non mi dilungo su tali questioni – le previste colmate, accosti Sant’Apollinare, anche perché siamo stanchi di aspettare. Ancora una volta, durante il convegno, si è parlato di nuovi combustibili navali e di nuove frontiere dell’idrogeno (ancora sperimentale), ma con un orizzonte che va oltre il 20250; mentre questi trent’anni di transizione per l’abbandono di carburanti fossili, vedranno solcare i mari navi propulse da GNL. Si parla spesso di “competitività” dei porti ed è giusto! I porti che sono “nodi” importanti per le catene di approvvigionamento, i nostri Politici dovrebbero inventarsi una strategia utile al nostro porto. Operatori portuali, interni ed esterni al nostro scalo non dovrebbero più vedere la competitività del porto di Brindisi in funzione dei loro interessi e basta; ma si dovrebbe fare squadra per affrontare le varie criticità del sistema porto: costi, efficienza nell’operazioni portuali, accesso al mercato internazionale e connessione nella digital transformation. Basta nel ridurre solo al minimo i “propri costi”! Condivido appieno l’invito dell’On.le D’Attis, nell’organizzare, se si vuole veramente lo sviluppo del nostro territorio, un incontro (unitamente al Sindaco e al Presidente di Regione) con il Ministro Giovannini affinché anche il governo nazionale prenda atto della serietà delle richieste di Brindisi e del suo porto: e non perdo la “speranza” per questo nostro porto di ambire a rientrare nella rete “core” dell’UE. Oggi occorre combattere per evitare una “strategia – miope” regionale che vede il porto di Brindisi fuori dal quadrilatero strategico della intermodalità e della logistica proposto dal PNRR. Tutti noi operatori portuali, imprese portuali, servizi portuali, dovremmo fare “breccia” per rappresentare l’opportunità commerciale ed economica che ha il nostro porto per ripercorrere le straordinarie performance del passato. Oggi serve una Città sveglia ed unita”.

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