Ci sarà la doppia preferenza alle regionali, il governo firma il decreto: figuraccia della politica pugliese

ROMA –  Ci pensa il Consiglio dei ministri a introdurre la doppia preferenza alle prossime elezioni regionali in Puglia. Firmato il decreto con misure urgenti in materia di parità di genere nelle consultazioni elettorali regionali.

“L’intervento urgente del governo in Cdm per inserire la doppia preferenza di genere nella legge elettorale regionale pugliese si è reso necessario per garantire l’impegno assunto sul rispetto di una norma che in Puglia non era stata prevista- spiega Francesco Boccia, ministro Affari regionali – Non competono al governo valutazioni di tipo politico ma la questione della doppia preferenza appartiene a quella categoria di diritti universali nei quali questo governo e questa maggioranza si rispecchiano. Il consiglio regionale della Regione Puglia avrebbe potuto agire nella sua sfera di autonomia ma, in assenza di decisioni, siamo intervenuti per garantire pari condizioni in vista delle elezioni previste per il 20 e 21 settembre. Con questo decreto riteniamo di aver compiuto un passo decisivo e indispensabile per assicurare la pari dignità di accesso alle consultazioni elettorali tra uomini e donne che va sempre garantita. Incrementare la presenza femminile nelle istituzioni non è una battaglia ideologica ma un dovere morale e civile di una democrazia matura che guarda al futuro con serietà e speranza. Un grazie particolare a tutte le opposizioni per il senso di responsabilità mostrato su un tema di interesse collettivo; a Laura Boldrini e all’Intergruppo per i diritti delle donne; all’associazione 2votimegliodi1 che, con tutte le altre associazioni, hanno incalzato le istituzioni per il raggiungimento di questo risultato. L’attivazione dei poteri sostitutivi è stato un atto doveroso”.

Non Solo Pane

1 Commento

  1. forse alle regionali sarà utile votare solo donne. la loro capacità non è in discussione. uscite allo scoperto con slogan che invitano al voto “al femminile”. dareste una lezione davvero stupenda alla classe politica che ha fatto mancare il numero legale in consiglio regionale.

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