Cambio ditta in Aqp, il Tar accoglie ricorso della Soci: destino lavoratori in bilico

BRINDISI – Preoccupazione per il destino dei lavoratori della ditta Soci, società che svolge manutenzione ordinaria idrica e fognaria per conto dell’Aqp (Acquedotto Pugliese). E’ quanto segnalato anche dal sindacato Cobas di Brindisi. Oggi ci sarebbe dovuto essere il passaggio alla nuova azienda vincitrice della gara d’appalto. Intanto il Tar di Lecce (sezione prima) ha accolto le motivazioni del ricorso presentato dalla Soci, il giudice ha disposto una sospensiva dell’inizio delle attività della nuova azienda fino al 10 Gennaio 2018.

Il Sindacato Cobas in queste ore si rivolgerà direttamente al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, all’assessore competente, al presidente dell’Acquedotto Pugliese, ai quali chiederà lumi sulle modalità e dei contenuti relativi alla  assegnazione della gara d’appalto.

Roberto Aprile, responsabile del sindacato è pronto ad organizzare una manifestazione a Bari, sotto la sede dell’Acquedotto, qualora la richiesta di attenzione venga trascurata.

“Le motivazioni della azienda ci interessano relativamente ma le preoccupazioni  dei lavoratori certamente sì” dicono dal Cobas.

“Ai lavoratori promuove seri dubbi una gara aggiudicata 2 anni fa  alla società Acciona S.A.U. con il ruolo di capogruppo , insieme a Consorzio di produzione e lavoro Cons.Coop e Igeco Costruzioni , sembra con un ribasso del 59,62% sui costi aziendali. Nella formulazione del bando l’Acquedotto Pugliese sembra inoltre  non aver posto la particolare attenzione alla qualità del lavoro  per come esso deve essere svolto” sottolineano dal sindacato.

I lavoratori si chiedono come mai in presenza dell’accoglimento di un altro ricorso al Tar , che prevedeva l’annullamento del bando e del disciplinare di gara  adesso in pendenza davanti al Consiglio di Stato,  il tutto non sia preso in considerazione dall’Acquedotto Pugliese che continua sulla sua strada provvedendo alla aggiudicazione.

Insomma, i lavoratori sono preoccupati per il loro destino e chiedono alle autorità competenti di riflettere sulle loro decisioni in modo tale che non si vada alle loro porte nei prossimi mesi, magari per mancati pagamenti degli stipendi.

Mar.De.Mi.

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