Giornata mondiale sull’Autismo: meno passarelle e più consapevolezza dei bisogni reali

BRINDISI -Si celebra oggi la giornata mondiale della consapevolezza sull’Autismo, istituita dalle Nazioni Unite (ONU) nel 2007. L’obiettivo di questa giornata è quello di far luce su questa disabilità, promuovendo la ricerca e il miglioramento dei servizi e contrastando la discriminazione e l’isolamento di cui ancora oggi sono vittime le persone autistiche e i loro famigliari. “L’autismo – spiega l’associazione Il bene che ti voglio – è una particolare forma di disabilità diversa da tutte le altre, le conoscenze che riguardano questa patologia sono ancora scarse e l’impegno delle istituzioni risulta ancora insufficiente nonostante il fenomeno sia sempre più in crescita. Anche quest’anno la giornata si celebra nel bel mezzo della crisi sanitaria causata dal virus Covid-19, che ha contribuito a mettere ancora di più in difficoltà le persone con Autismo, e ne ha compromesso seriamente il diritto all’istruzione, i diritti umani universali, i diritti alla persona. Il blu è il colore che caratterizza questa giornata e con il quale vengono illuminati i monumenti principali nelle città più importanti del mondo. In questa giornata assistiamo spesso all’organizzazione di eventi, incontri, convegni, mostre per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sull’autismo, ma davvero basta questo a testimoniare la giusta attenzione verso le problematiche legate ai disturbi dello spettro autistico Davvero le istituzioni stanno facendo il massimo per garantire il giusto accesso alle cure e per migliorare la qualità della vita delle persone affette da autismo in modo che possano condurre un’esistenza dignitosa? Noi ce lo siamo chiesto e la risposta è no! Secondo una ricerca condotta dal Censis, l’Italia è tra i paesi europei che destinano meno risorse alla protezione e alla cura delle persone con disabilità, ma non occorre avere questi dati per capire che ad oggi la mancanza di una presa in carico reale dei soggetti autistici ha contribuito a gettare nella disperazione e nello sconforto tante famiglie che ogni giorno si vedono negare i diritti dei propri figli lasciandole sole a combattere contro un mostro di cui si conosce il nome, AUTISMO, ma di cui si sa molto poco, con la sola certezza di essere condannati a vita.  Ora è il momento di fermarsi e fare tutti la nostra parte, non abbiamo bisogno di false sfilate e di falsi teatrini, abbiamo bisogno che si guardi in faccia la realtà e si prenda reale coscienza dell’esistenza dell’autismo e di tutti i bambini, ragazzi, uomini e donne autistici e dei loro bisogni reali.  Non c’è più tempo!

 

 

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